«L’Europa vuole il test per gli stranieri»

da Roma

Vuoi immigrare in Europa? Prima devi superare l’esame di conoscenza della lingua e anche dei diritti e dei doveri che spettano ad ogni cittadino.
È un sondaggio condotto dal Financial Times a rivelare che la maggioranza dei cittadini dei cinque maggiori paesi Ue giudica indispensabile che gli extracomunitari desiderosi di venire a lavorare in Europa debbano sottoporsi a un esame di cittadinanza e a uno di conoscenza della lingua del paese ospitante.
A pensarla così sono l’86 per cento dei tedeschi, l’83 per cento degli britannici e infine il 61 per cento di francesi, spagnoli e italiani. Inoltre praticamente la totalità degli italiani, 99 per cento, ritiene che agli immigrati debbano essere impartiti corsi di educazione civica. Opinione condivisa dal 92 per cento dei tedeschi, 86 dei francesi, 84 degli spagnoli, 73 dei britannici. Sono i tedeschi quelli un pochino più favorevoli all’idea che agli stranieri sia consentito anche ubbidire a leggi differenti da quelle del paese ospitante in nome delle loro usanze culturali e religiose. Possibilisti pure gli italiani mentre su questo fronte i più rigorosi si sono rivelati i francesi che non ammettono alcuna possibilità di deroga dalle leggi nazionali.
Ma in Europa i cittadini si sentono europei o antepongono comunque la loro nazionalità? In realtà ad esempio in Germania solo il 22 per cento degli intervistati si sente cittadino tedesco, mentre il 36 si sente cittadino europeo e il 24 sente di appartenere ad una determinata regione tedesca. Seguono gli italiani, che si sentono al 30 per cento tali, al 35 europei e al 20 cittadini di una determinata regione. Prevedibilmente i più convinti dell’appartenenza alla loro nazione sono i francesi: 72 per cento.