L’Europeo sembra un reality. Ecco la piscina dei famosi

La Pellegrini vuol battere la Manaudou non solo in amore. Ieri altri due argenti dal sincro nel duo e nel combinato

Il triangolo, no, non l’avevo considerato. Eppure è sempre lui, il vecchio tormentone cantato da Renato Zero, a farla da padrone, persino nelle piscine olandesi di Eindhoven. Anche se lo schema stavolta è completamente diverso: lui, lei e l’altra. Con l’altra che diventa improvvisamente lei e la vecchia lei che si rifugia tra le braccia del connazionale Benjamin Stasilius. Nel mezzo cuoricini disegnati con le dita, messaggi d’amore mandati in mondovisione da bordo vasca, lanci di anelli e foto osè pubblicate su internet. Insomma Federica Pellegrini, Luca Marin e Laure Manaudou non si sono fatti mancare proprio nulla: un intreccio amoroso da far arrossire persino gli sceneggiatori delle più famose e intricate telenovelas mondiali. Una Piscina dei famosi che, a partire da oggi, potrebbe arricchirsi di nuovi bollenti strascichi. Perché Federica Pellegrini, dopo aver strappato dalle braccia della Marianna del nuoto il siciliano Marin, vuole dimostrare di essere più forte della francese anche sui duecento stile, il ring dove le due starlette del nuoto mondiale hanno già incrociato e incroceranno i loro guantoni.

Pellegrini-Manaudou, nuovo capitolo dell’interminabile saga Italia-Francia, è il duello che fin dai Mondiali australiani di Melbourne dello scorso marzo infiamma i taccuini dei giornalisti di mezz’Europa. In semifinale l’azzurra stupì il mondo intero: il nuovo record mondiale (1’56’’47) era più di una candidatura alla medaglia d’oro. Era il segnale che la francesina non avrebbe avuto vita facile, né in acqua né fuori. In finale, invece, risuonò la Marsigliese: la Manaudou tirò fuori le unghie e abbassò di quasi un secondo il record dell’azzurra. Con tanto di dedica all’amato Marin - «Non mi aspettavo assolutamente questo record. Luca mi è stato sempre molto vicino e mi ha aiutato a batterlo. Lo dedico a lui. Lo amo» - e buona pace della Pellegrini.

Poi gli europei in vasca corta di Debrecen dello scorso dicembre. Marin-Manaudou è ormai acqua passata; i due si incrociano nella zona di riscaldamento, lei gli lancia l’anello di fidanzamento che colpisce in pieno Filippo Magnini e Marin - siciliano tutto d’un pezzo - che, in difesa del compagno di squadra, si scaglia sulla ex con parole di fuoco. Il tutto - guarda caso - immortalato dagli scatti di un fotoreporter che finiscono sulle prime pagine di tutti i quotidiani. Ora la Pellegrini sta con Marin e la Manaudou si è consolata con il connazionale Benjamin Stasilius: il giorno di Pasqua il tanto atteso scontro tra le due campionesse, antipasto della resa dei conti finale in programma a Pechino tra 150 giorni.

Già, perché attorno alla Piscina dei famosi, oggi scattano gli europei di nuoto di Eindhoven, ultimo banco di prova per saggiare la forma e le ambizioni della truppa azzurra in vista dei Giochi olimpici di quest’estate: l’obiettivo è quello di fare meglio delle 22 medaglie conquistate due anni fa a Budapest. Venerdì, sabato e domenica le date da segnare col circoletto rosso, con le finali della staffetta maschile (4x200 stile), di Magnini (100 stile) e della Pellegrini (200 stile). Ma già oggi Alessia Filippi nei 400 misti potrebbe aggiungere una nuova gioia al medagliere azzurro, colorato in questi giorni di bronzo e argento dalle quattro medaglie del nuoto sincronizzato: ieri infatti sono arrivati altri due argenti grazie alle ottime prestazioni di Beatrice Adelizzi e Giulia Lapi nel duo e dell’intera squadra azzurra nel combinato. Chi ben comincia...