«L’ex Br rinuncia? Siamo contenti»

«La dottoressa Fulvia Miglietta ha rinunciato a parlare a Genova, nella sala Quadrivium, per rispetto della sofferenza espressa dai familiari delle vittime del terrorismo». Così ieri mattina Luciano Romanelli, organizzatore dell’incontro che doveva avvenire ieri pomeriggio in città, ha spiegato le ragioni dell’annullamento della conferenza previsto in calendario insieme con altri quattro organizzati dalla Comunità Laica Carmelitana. Un «no» arrivato martedì sera in tardissima serata (ragione per la quale non è stato possibile dare la notizia ai nostri lettori sull’edizione di ieri, dove peraltro parlavamo delle polemiche suscitate all’iniziativa), una marcia indietro causata dalla lettera inviata da due vittime delle Br che si sono detti sconcertati per la spettacolarizzazione della conversione di una donna che ha partecipato in maniera determinante alle azioni violente della colonna genovese delle Br. E se Fulvia Miglietta dopo aver rinunciato all’incontro pubblico non ha commentato altrimenti la decisione, da parte della Curia che ha partecipato all’organizzazione dell’evento sono arrivate diverse precisazioni. «L'incontro in oggetto non si proponeva in alcun modo una rilettura di tipo storiografico o politico ma, semplicemente, proporre la testimonianza di una conversione radicale, sia come teoria che come prassi, di una persona che ha conosciuto ed incontrato Cristo - si legge nel comunicato arrivato nelle redazioni nella notte di martedì -. L'incontro, inoltre, rientrava in un ciclo di appuntamenti, intitolato “Cultura come vita, vita come fede”, appuntamenti che si propongono finalità meramente spirituali e di vita ecclesiale e certamente non politiche, ideologiche o di spettacolarizzazione». «Nella vicenda, la grazia della conversione, è centrale, perché significa che Dio può davvero cambiare i cuori degli uomini», ha sottolineato don Marco Doldi, parroco della chiesa di Santa Maria delle Vigne, dove la Miglietta è catechista e membro del comitato parrocchiale.
«Sono lieto che ci sia stato un senso di responsabilità e che l’incontro sia stato annullato», ha commentato ieri Roberto Della Rocca che aveva firmato l’appello a Bagnasco.