L’ex cameriere diventato «gelataio dei gelatai»

L’azienda, con 500 varietà di prodotti, è nella classifica «Europe’s 500»

Prima fa il cameriere d'estate a Riccione e dintorni, poi inizia quella che chiama «vita da randagio» lavorando nei mesi freddi negli alberghi in Francia, Germania e Gran Bretagna, quindi cambia mestiere perché mette su famiglia e per dieci anni fa il rappresentante di liquori e di semilavorati per il gelato in Germania e Austria. Finché nel 1984 decide di tornarsene a casa e di aprire a San Clemente, il paese della Valconca nei pressi di Morciano, provincia di Rimini, un laboratorio per realizzare ingredienti e semilavorati per pasticcerie e gelatai. Un settore molto di nicchia, ma oggi Giordano Emendatori è proprietario di un'azienda di nome Mec3 che è tra i leader mondiali in questo campo con cinquecento varietà di prodotto ed è inserita nella classifica di «Europe's 500» tra le piccole e medie imprese più dinamiche d'Europa.
«Non sono dottore». Afferma con una buona dose di ironia: «Spesso le persone mi danno il titolo di dottore. Rispondo che non sono nemmeno infermiere e, se proprio vogliono, possono chiamarmi ex cam, che non vuol dire ex camionista ma ex cameriere. Sono semplicemente un autodidatta».
Classe 1951 e nativo di Monte Spino, un paesino nei pressi di Mondaino, sempre nel Riminese, Giordano Emendatori appartiene a una famiglia molto povera. Il bisnonno è un trovatello e sono le suore a dargli il nome di Emendatori che non è proprio tipico della Romagna ma è legato al significato di emendare, purificare. I suoi genitori, Mario e Nella, emigrano in Svizzera pur di guadagnare qualcosa: lui fa il muratore, lei l'operaia. E Giordano, primo di due fratelli, cresce con i nonni a Morciano, nell'entroterra romagnolo, a sette-otto chilometri da Riccione. Ricorda ancora oggi di avere mangiato la prima banana della sua vita a otto anni quando gliela porta la madre dalla Svizzera. È un ragazzo sveglio, molto sveglio, a dodici anni ha già la prima «morosa», una compagna di scuola che ha la sua stessa età e che poi diventerà sua moglie, Mara Bartolucci. E dopo le medie viene iscritto a ragioneria ma abbandona pochi mesi più tardi perché capisce che lo studio non gli interessa più di tanto. Preferisce lavorare e guadagnare. E quando ha 14 anni inizia a fare il cameriere a Riccione. Si iscrive poi alla scuola alberghiera, due anni: e se d'estate lavora sulla Riviera, d'inverno si sposta all’estero. Lavora negli alberghi e studia le lingue. Parte quindi per il servizio militare: fa il cameriere al Car, quindi, spiega, «mi imbosco in un ufficio a Firenze nei Lupi di Toscana in quanto mi chiedono se so scrivere a macchina ed io rispondo di sì». Poi di nuovo a casa e nel 1973 si sposa con la sua Mara: non hanno ancora 23 anni.
Il colpo di fortuna. A quel punto il giovane Giordano decide di cambiare mestiere in quanto, dice, «come cameriere si guadagna poco» e poi vuole smetterla «con quella vita da randagio». Ma cosa può fare un ex cameriere? O l'operaio o il rappresentante. E dopo un anno senza lavoro, gli arriva, dice, «un colpo di fortuna». La Fabbri di Bologna, l'azienda delle amarene, cerca un rappresentante per la Germania. E lui, che parla il tedesco in maniera sciolta, viene assunto. Riprende così la vita randagia che curiosamente lui trasforma in «vita da pendolare» in quanto torna a casa dalla moglie ogni quindici giorni trascorsi in Germania. Un sabato e una domenica a Morciano e poi di nuovo in terra tedesca.
Sambuca e grappa. Viaggia molto, percorre all’anno 130mila chilometri a bordo di una Fiat 128 che deve essere sostituita ogni dodici mesi, vende liquori, dalla sambuca alla grappa, ma vende anche prodotti per gelati, cioè i semilavorati della Fabbri che servono ai pasticceri tedeschi e ai gelatai (tutti italiani) per poi realizzare i gelati. Miscele addensanti e stabilizzanti necessarie per rendere cremoso il gelato e semilavorati quali le varie paste di nocciola, cioccolato o zabaione poi utilizzate dai gelatai nel preparare i loro gelati. Già, perché a metà degli anni Settanta inizia in Italia e in Germania il boom della gelateria artigianale e comincia ad aumentare la varietà di gusti. Prima i gelati erano di due gusti, limone e crema; poi i gusti diventano sei o sette per crescere quindi sino a quindici, venti, trenta. Cresce anche il consumo, un gelataio passa dai dieci chili prodotti al giorno ai cinquanta, cento, duecento. E da solo non può più stare dietro a tutti i gusti. Sembra una banalità ma per avere, ad esempio, il gelato di nocciola, occorre che qualcuno prima sgusci, tosti, macini e raffini le nocciole.
Faccia d’angelo. Emendatori, parola sciolta, calvizie pronunciata, occhi a fessura e tanto pepe nelle vene, si rivela un buon venditore, acquisisce anche il soprannome di «Faccia d'angelo» per i suoi modi garbati. Dopo tre anni lascia la Fabbri per fare sempre il rappresentante in Germania e Austria di un’azienda nata in quel periodo, la Pregel di Reggio Emilia, per produrre sempre semilavorati per i gelatai. E nasce per iniziativa di un tecnico del settore, Lucio Rabboni, nel garage di casa del padre.
La grande svolta. Nel 1984 Emendatori decide di mettersi in proprio. Torna a Morciano e insieme a due soci, Mirko Morotti e Giuseppe Casadei, titolari di un ingrosso di articoli per pasticceria e panetteria, fonda la Mec3 per produrre anche lui semilavorati per gelatai e pasticceri. Il nome è formato dalle iniziali dei soci ed il numero indica che i soci sono tre. È una piccola cosa: un laboratorio con impianti presi di seconda mano. C'è un unico operaio, Paolo Castiglioni, l'amministrazione è affidata a Mara, la moglie, ex impiegata in una tipografia della zona. E lui? Lui cerca di creare nuovi gusti, commette degli errori ed è costretto a buttare via parecchie delle miscele prodotte. Ma, dice, «sono una testa dura». E alla fine trova la soluzione giusta: il primo prodotto serve per fare il gelato al tiramisù, cioè mascarpone disidratato in polvere più uova. Poi produce gli intermedi per dare cremosità al gelato, dagli estratti di alghe alle farine di carrube, i semilavorati come le paste aromatizzanti, dal pistacchio al torrone, la frutta concentrata, dal pompelmo rosa al kiwi, le salse di frutta per guarnire le coppe di gelato o i budini. Arrivando anche a fornire assistenza ai clienti a cui permette di personalizzare gusti e miscele. Nello stesso tempo riprende la valigia e ricomincia a percorrere il mercato che conosce meglio, quello tedesco. Quindi gira per le fiere di mezzo mondo, crea una rete di distributori esteri sparsi oggi in quasi sessanta Paesi, si divide anche dagli altri due soci che proseguono nella loro attività all'ingrosso mentre lui rimane l'unico responsabile della Mec3. Tre anni fa, più o meno in occasione della costruzione del moderno stabilimento di 15mila metri quadrati a San Clemente, alle porte di Morciano, Emendatori cambia anche nome alla società: la chiama Optima mentre Mec3 resta come marchio commerciale. Ma a tutt’oggi l'azienda continua ad essere per tutti Mec3.
Optima-Mec3 ha 110 dipendenti fissi, un fatturato di 38 milioni di euro di cui l'80% realizzato con l'export, un ufficio ricerca che assorbe il 4% del giro d'affari ed è formato da otto tecnici-alimentari mentre sette tecnici-gelatieri vanno in giro con i venditori per ascoltare i giudizi dei clienti e capire i gusti che prenderanno piede. «L'innovazione sta soprattutto nel creare nuovi gusti», afferma. Poco tempo fa ha avviato una collaborazione con il Riso Scotti per la produzione del Chiccolat (ma non solo) che ha saputo conquistare, dice, «la fascia più alta di mercato, quella tradizionalmente più attenta alle calorie». Ed oggi questi prodotti rappresentano il 10% del fatturato Mec3. Quello più venduto è comunque il cookies, un gelato fatto con crema all'uovo al sapore di biscotto unito a crema al cioccolato con frollini al cioccolato. Ne produce 220 tonnellate.
Due generazioni. Alla Mec3 lavorano due generazioni di Emendatori. La prima è formata da Giordano e dal fratello Erminio, 1955, che fa il magazziniere, la seconda dai due figli di Giordano: Gianmaria, 1974, laurea con 110 e lode alla Bocconi, responsabile dell'export e sposato con una bellissima indiana, Madhu Sapree, ex modella, ex Miss India, arrivata terza al concorso di Miss Mondo. Elena è invece del 1978, è ragioniera e responsabile degli acquisti, si sposa ai primi di ottobre con Gianluca Giovanardi, titolare di una tipografia a San Marino. Ed ora Emendatori pensa alla Cina e all'India. «Una scommessa», dice.
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