L’ex chiesa dei vicoli e il monumento ai Mille illuminati pure di notte

Una cittadina fa spegnere le luci alla Asl di via Archimede, altri lettori segnalano nuovi sprechi

(...) trovando riscontro alla denuncia fatta da queste colonne, ha chiamato immediatamente gli uffici della Asl e ha ottenuto soddisfazione: ieri le luci erano finalmente tutte spente. Un week end senza spreco di energia.
Ma lo spreco apparentemente minimo e banale è di quelli sentiti da chi è abituato a pagare le bollette. E a pagare le tasse per pagare le bollette degli enti pubblici. Così ieri è arriva in redazione la segnalazione di un nuovo caso di luci accese senza motivo. Non per un fine settimana lungo, non per un «ponte natalizio», ma per anni. «Quindici anni sicuramente, ma mia moglie mi dice che sono anche di più - assicura Giulio F., che vive nel centro storico, proprio di fronte all’ex chiesa delle Scuole Pie, in piazza Scuole Pie -. Non so fare il conto di quanti soldi abbiano buttato via».
Quella ex chiesa doveva diventare la sede della Soprintendenza. «Ci avevano fatto molti lavori, altri miliardi dilapidati senza badare a spese - continua il genovese che non può accettare quello spreco -. Poi hanno smesso di lavorare. La chiesa è rimasta vuota, abbandonata, tranne le luci. Quelle sono sempre perennemente accese. E qualcuno naturalmente paga, qualche ente pubblico, forse il Comune. Non so chi sia ora il proprietario. Di certo quelle luci mi danno anche fastidio, si riflettono anche in due camere di casa mia». Il signor Giulio F. invita a fare un sopralluogo. Tutto vero, con una piccola sopresa. Una delle luci, ieri sera era spenta. Difficile pensare che qualcuno avesse provveduto, anche perché si vedono altre luci di un’altra stanza riflesse nelle pareti. «Probabilmente si è finalmente fulminata quella lampadina - chiosa il residente -. Fino a due giorni era ancora funzionante. E accesa».
Quelli della Asl e dell’ex chiesa delle Scuole Pie non sono però gli unici casi segnalati. Le luci accese a vuoto danno fastidio ai genovesi. Che già avevano protestato a lungo per lo stadio di Marassi che resta illuminato come se fosse in corso una partita ogni giorno della settimana, anche nelle ore notturne. Una nuova telefonata è giunta ieri in redazione a proposito del monumento a Garibaldi proprio sullo slargo dello scoglio dei Mille. Da qualche mese è oggetto di restauro, probabilmente in vista del 150° anniversario dell’unità d’Italia. La scultura è completamente rivestita di una struttura in metallo necessaria per i lavori. Lavori che però, ovviamente, non procedono tutti i giorni, ventiquattr’ore al giorno. Eppure, anche quando gli operai sono a riposo, il monumento è illuminato da molti tubi al neon alimentati senza interruzione. Proprio come, quasi due mesi fa, aveva già segnalato un altro lettore del Giornale, Umberto Venturini, la cui denuncia però, è sempre rimasta inascoltata. Tanti singoli casi da una manciata di euro ciascuno, sprecati in bollette pagate con soldi pubblici, iniziano a fare una somma consistente. Mai però quanto l’indignazione di chi ogni mese, si sente chiedere sacrifici e rispetto delle buone regole di risparmio energetico e non solo. Naturalmente ad opera di quegli enti pubblici che poi magari lasciano luci accese negli uffici della Asl, nella mai usata sede della Soprintendenza, allo stadio, al monumento ai Mille.