L’ex coppia Occhetto-Di Pietro in lite per i rimborsi elettorali

Il leader dell’Italia dei Valori intasca l’intero finanziamento per le Europee. Ed è guerra

Giuseppe Salvaggiulo

da Milano

Sposati (politicamente) per un mese e mezzo, il tempo di fare un simbolo e una lista per presentarsi assieme alle Europee dell’anno scorso. Divorziati («consensualmente») poche ore dopo aver fatto i conti con il deludente risultato (meno di 700mila voti, 2,1% e due eletti). E un anno dopo, come tutte le coppie in crisi, Achille Occhetto e Antonio Di Pietro discutono sugli alimenti. Cioè sul rimborso elettorale, generosamente concesso dalla legge italiana: 5,5 milioni di euro in cinque anni.
Una bella cifra, che l’ex magistrato non intende dividere con Occhetto. Tanto che l’ha iscritta interamente nel bilancio 2004 del suo movimento, l’Italia dei Valori. La motivazione è spiegata nella relazione che accompagna il rendiconto: «Durante l’anno 2004 l’Italia dei Valori-Lista Di Pietro ha partecipato alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo con una lista aperta alla società civile e alle sue rappresentanze, nonché a esponenti politici di rilievo, modificando per l’occasione il contrassegno e includendo nello stesso oltre al cognome del presidente fondatore dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, il cognome dell’onorevole Achille Occhetto e la scritta Società Civile, presentando una lista denominata: “Di Pietro-Occhetto-Società Civile”».
Dunque Di Pietro sostiene di aver solo ospitato Occhetto nella sua lista, e pertanto rivendica l’intero rimborso elettorale. Stesso ragionamento vale per le elezioni regionali in Sardegna, sempre dell’anno passato, con relativo introito di 75mila euro. E così, rimborso più rimborso, Di Pietro riesce a chiudere il bilancio 2004 con un attivo di 1,8 milioni di euro, contro il passivo di 1,3 milioni dell’anno precedente.
Ma Occhetto non accetta che Di Pietro si prenda tutto il rimborso elettorale e chiede una divisione equa. Del resto, è vero che grazie all’Italia dei valori hanno potuto presentare la lista alle Europee senza raccogliere migliaia di firme, ma poi il contributo elettorale di Occhetto è stato significativo. L’ultimo segretario del Pci era stato eletto a Strasburgo insieme all’ex pm, prima di cedere il posto al giornalista Giulietto Chiesa per restare senatore.
Secondo il quotidiano finanziario Mf, Occhetto avrebbe sostenuto le sue ragioni in una lettera formale inviata a Di Pietro. La sua richiesta è di rifare i conti: Di Pietro si prenda pure dal rimborso elettorale i 2,5 milioni di euro spesi per pagare tutta la campagna elettorale, ma dei restanti 3 si faccia a metà. Quindi Occhetto vorrebbe 1,5 milioni di euro.
Per Mf, Di Pietro non ha nemmeno risposto alla lettera dell’ex compagno di lista.
Ecco quello che Di Pietro ha invece risposto al Giornale, che gli ha chiesto conto della vicenda: «Occhetto è troppo signore, troppo uomo d’onore per dire una cosa del genere. Lui li conosce gli accordi sottoscritti, è una persona adulta e vaccinata. Li conosco questi giochetti, quindi non accetto che qualcuno strumentalizzi questa storia per rovinare il nostro rapporto, che è rimasto buono».
giuseppe.salvaggiulo@ilgiornale.it

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