L’ex disobbediente Caruso vuole il bis «È repressione, torniamo in piazza»

Haidi Giuliani: «Sconvolta, sono ragazzi, non delinquenti». La sinistra s’indigna, soddisfatto il centrodestra

da Roma

La destra esulta, la sinistra radicale insorge. La mamma di Carlo Giuliani, Haidi, oggi senatrice, si dichiara semplicemente «sconvolta» dalla sentenza. «Hanno giudicato i ragazzi come se fossero dei delinquenti abituali - lamenta -, e mi sconvolge ancor di più la distanza abissale tra chi viene condannato per aver rotto delle cose e chi invece non verrà mai condannato per aver rotto degli esseri umani». Già spira aria di battaglia e ritorsione, nelle parole del deputato Francesco Caruso, già leader dei Disobbedienti. «Le condanne sono un indegno e inquietante attacco repressivo - dice -. Bisogna tornare in piazza immediatamente per esprimere la nostra indignazione per una giustizia a due velocità che perseguita e incarcera chi ha resistito alla violenza poliziesca e lascia nell’impunità i vertici e gli apparati dello Stato che pianificarono i pestaggi, le violenze, le cariche...».
Torna così a farsi avanti la proposta di una commissione d’inchiesta che faccia intera luce sulle giornate che misero a ferro e fuoco Genova sei anni fa. Il capo dei senatori rifondatori, Giovanni Russo Spena, la ritiene «indispensabile», in quanto «non possono esserci troppe verità su quei giorni». Russo Spena sente «aria di vendetta» in queste condanne «durissime, incomprensibili» perché ignorano «le palesi responsabilità delle forze dell’ordine» e «scaricano tutto sulle spalle del movimento no global». «Profumo di vendetta sociale» avverte anche il comunista Marco Rizzo, mentre il capo dei deputati del Pdci, Pino Sgobio, insiste sulla commissione «sempre più necessaria dopo questa vergogna». Che le colpe non siano state dei «no global» è la tesi anche del verde Paolo Cento, che vede «stravolta la realtà dei fatti di Genova». «In tutto il mondo - aggiunge - hanno fatto clamore le modalità dell’intervento repressivo e l’incapacità di individuare le responsabilità politiche della gestione dell’ordine pubblico, definita anche in Parlamento “cilena”».
È chiaramente opposta l’interpretazione dei fatti e della sentenza da parte del centrodestra. Il vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto, sottolinea come il «verdetto dimostri l’inutilità di istituire una commissione d’inchiesta su quei fatti e renda giustizia a una città e alle forze dell’ordine, che hanno dovuto subire un’indegna campagna di criminalizzazione». «Condanna esemplare» anche per l’azzurra Jole Santelli, ex sottosegretaria alla Giustizia, e «verità ristabilita» per la vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera, Isabella Bertolini. «Giustizia è fatta», il lapidario commento dell’ex Guardasigilli Roberto Castelli, che vorrebbe scoprire «l’identità dei black bloc che finora mai nessuno è riuscito a identificare».
La «verità finalmente emerge in modo inconfutabile» esulta l’ex ministro di An, Maurizio Gasparri. «A Genova, durante il G8, furono i no global a provocare una lunga serie di violenze che videro l’intera città in ostaggio e seminarono il panico». L’udicino Giampiero D’Alia ribalta il senso della commissione d’inchiesta: «Dovrebbe essere istituita sui disobbedienti e non sulla polizia di Stato». E il senatore della Destra, Francesco Storace, propone la rimozione della lapide di Carlo Giuliani che c’è in Senato. «Storace esagera, come gli capita spesso - risponde la verde Luana Zanella -. Si scusi con la famiglia Giuliani, di cui ha offeso il dolore».