L’ex ospite: così la «casa» mi ha salvato

Alla porta della Comunità Incontro ti accoglie un uomo sulla quarantina. Lavora da anni ad Amelia e qui, 20 anni fa, ha fatto il suo recupero dalla tossicodipendenza. «Questo è un posto bellissimo - ha raccontato all’agenzia Ansa - e a me ha salvato la vita». La casa madre (esistono altre 250 strutture in Italia e nel mondo) è solo per gli uomini. L’età media degli ospiti è di 20-30 anni. Si curano soprattutto dalla dipendenza da cocaina e da pasticche, ma anche dall’alcol. Chi entra paga circa 300 euro fino all’intervento dell’Asl che rimborsa anche il pregresso. «Ma don Gelmini accoglie anche chi non ha soldi». All’inizio si fa una sorta di «preparazione» nel corso della quale non si vedono mai i familiari e si fanno solo piccoli lavoretti. Poi a ciascuno viene assegnata una mansione nei tanti laboratori artigianali. Alcuni sono addetti ai giardini del borgo, altri alle cucine, altri allo zoo. Ogni 15 giorni le famiglie possono fare visita agli ospiti e al termine di ciascuno dei tre anni della permanenza nella comunità c’è una «verifica che è con se stessi e con il mondo».