L’ex partito di plastica ha scelto Sta con Berlusconi e molla Fini

CAMPAGNA La sfida di Penati non preoccupa. De Corato: «Prenderà il secondo schiaffo»

(...) Ma non era sicuramente prevedibile un boom di iscrizioni per partecipare a una cena (neppure gratis, visto che costava 50 euro) in un venerdì sera solitamente dedicato a fidanzate, mogli, cinema, gastronomia o discoteca.
Eppure non solo sono arrivati i 2.300 che avevano prenotato, non solo almeno altrettanti hanno rinunciato perché i biglietti erano finiti, ma pur di non perdersi l'evento, oltre duecento irriducibili si sono presentati lo stesso. Mettendo in imbarazzo organizzatori e servizio d'ordine. Certo, altrettanta buona volontà non è stata esibita da ministri e colonnelli che avevano messo il loro nome negli inviti e poi sono rimasti a casa. A dimostrazione che oggi i militanti ci credono ancor più dei dirigenti. Che hanno voglia di partecipare. Smania di rispondere, e questa volta in prima persona, agli attacchi di giornali e magistrati ben più pericolosi di un Pd ormai evanescente e costretto in Lombardia a ricorrere ancora una volta a un cavallo perdente come Filippo Penati pur di avere un nome almeno minimamente conosciuto per le prossime elezioni regionali.
Un popolo che finalmente c'è, dunque, e che soprattutto ha ben chiaro chi sia il suo leader. «Fini? È un generale che in Lombardia non ha né truppe né colonnelli - assicurava l'altra sera un alto dirigente ex An -. Qui può contare al massimo su un deputato. Il nome? Non importa. È solo uno. Il destino di Fini? È già segnato». Sul palco, intanto, il coordinatore regionale Guido Podestà infiammava una platea in attesa solo dell'innesco. «Dichiariamo guerra alle forze illiberali che minacciano la nostra democrazia. Oggi parte la campagna elettorale» urla nel microfono scatenando un'ovazione. Anche perché al suo fianco c'è Roberto Formigoni che riceve, anche se l'annuncio ufficiale ancora non c'è, l'investitura. «Un voto a noi per continuare ad amministrare bene la Lombardia - chiama a raccolta con la grinta oratoria di chi si sente già in corsa -. Il candidato del centrosinistra? Lasciamoli fare, vinceremo comunque». Il vicesindaco Riccardo De Corato, uomo da campagne elettorali, ne è sicuro. «Penati ha appena preso uno schiaffo. Ne prenderà un altro, così la facciamo finita».
Lucida l'analisi di Massimo Corsaro, impegnatissimo in questi giorni a Roma come relatore per il Pdl della legge Finanziaria. «L'ultimatum di Berlusconi sulla giustizia, durante l'ufficio di presidenza dell'altro giorno, è ineccepibile - dice lui che arriva da An e ancor prima dall'Msi -. Mi avete chiesto di discutere? Discutiamo. Parliamo di giudici e processi, ognuno dica la sua e, come in ogni democrazia, poi votiamo. La maggioranza decide, gli altri si adeguano». E chi non si trova a casa sua? «Va in una bella agenzia immobiliare e si organizza il trasloco». Chiaro. Il partito di plastica è diventato una casa. E le regole sono quelle del programma elettorale. Chi non le rispetta è un ospite. Poco desiderato.