L’ex pornodiva Luana Borgia: «Non ci credo. Lui è buono»

La donna ha trovato la fede grazie al religioso. Il sottosegretario Santelli: «Sono sconcertata, ma aspettiamo l’esito dell’inchiesta»

Antonello Lupis

da Reggio Calabria

Incredulità, stupore, sgomento ma anche fiducia nell'operato della magistratura. Persino la ex pornodiva Luana Borgia si dichiara sconvolta. «Padre Fedele è un uomo buono, che ha sempre aiutato diseredati e deboli. È stato scioccante apprendere del suo arresto. E delle accuse gravissime contro di lui. Non è il tipo. È stato il mio confessore per lungo tempo e grazie a lui ho ricominciato una nuova vita nel mondo».
A Cosenza, in gran parte della Calabria ma anche resto d’Italia è stata una notizia-choc quella dell'arresto del notissimo sacerdote-ultrà, missionario di lungo corso e fondatore, nella città dei Bruzi, dell'Oasi francescana, padre Fedele Bisceglia. «Attendo con fiducia l'esito dell'azione della magistratura e sono fraternamente vicino in questo momento a padre Fedele Bisceglia», ha dichiarato il vescovo di Cosenza, Salvatore Nunnari dopo aver appreso la notizia dell'arresto del sacerdote dal procuratore di Cosenza.
Per il sottosegretario alla giustizia Jole Santelli «la notizia dell'arresto di padre Fedele produce grande sconcerto personale, così come credo nella città di Cosenza in relazione all'importante attività svolta dal religioso». La stessa Santelli ha poi aggiunto che «proprio la notorietà di padre Fedele, chiaramente, avrà imposto agli organi investigativi grande prudenza e meticolosa attenzione nella valutazione delle accuse per cui oggi qualsiasi giudizio apparirebbe affrettato».
Sulla stessa lunghezza d'onda il commento del sindaco dimissionario di Cosenza Eva Catizone: «In attesa di comprendere meglio la vicenda e i percorsi che imboccherà la giustizia, facendo appello al garantismo, non ci sentiamo di emettere alcun giudizio».
La stessa Catizone, però, si è detta «fortemente preoccupata per il futuro dell'Oasi francescana, autentico presidio di solidarietà vera e nella quale sono state avviate, in questi anni, proprio con il contributo di padre Fedele, politiche di accoglienza verso le marginalità più estreme della nostra società. Oggi questa esperienza - ha aggiunto Eva Catizone - che ha consentito a tantissimi extracomunitari privi di dimora di trovare una prima accoglienza, rischia di essere irrimediabilmente compromessa, perché molti di loro potrebbero essere rimpatriati o ricevere il foglio di via». Per il dimissionario sindaco di Cosenza Eva Catizone, pertanto, «il rischio deve essere scongiurato, atteso il valore umano e sociale della meritoria opera svolta in questi anni dall'Oasi francescana fondata da padre Fedele».
Preoccupazione per la vicenda e per le ripercussioni che potrebbe avere sull'Oasi francescana, è stata espressa pure dall'assessore comunale al Welfare di Cosenza, Giovanni Serra.