L’ex prefetto «vende» Fo al centrodestra

Dopo la già vivace contestazione dell’Unione contro la scelta del proprio aspirante sindaco di tenersi stretta - se eletto - la delega alla Cultura, Bruno Ferrante fa venire il mal di pancia ai vertici meneghini di Rifondazione comunista. Che tanto si sono spesi per evitare che il loro candidato sindaco, Dario Fo, dopo il buon risultato ottenuto alle primarie, potesse dar vita a una lista civica. Lista che disturberebbe non poco la corsa di Ferrante verso Palazzo Marino. Motivo più che sufficiente per consigliare all’ex inquilino della Prefettura di abbassare i toni ogni qualvolta affrontava l’argomento Fo, almeno questo fino a ieri. Infatti, l’ex prefetto ieri sera, a margine del vernissage di una mostra alla Triennale, ha fatto sapere che «se la destra vince può alla Cultura scegliere Dario Fo». Uscita che, forse, avrebbe dovuto essere la replica alla battuta dell’assessore alla Cultura Stefano Zecchi che aveva invitato i cronisti «per la proprietà simmetrica e transitiva» a chiedere «a lui, Ferrante, cosa pensa se io divento prefetto di Milano». Ma Ferrante si spinge oltre: quasi a rifiutare l’idea di avere con sé il premio Nobel. E questo fa venire i brividi a Rifondazione, che ben conoscono l’orgoglio del Nobel. Non è difficile immagine che nei prossimi giorni ci sarà una brutta sorpresa per il centrosinistra.