L’ex presidente dei repubblicani Usa: dopo 43 anni l’ho capito, sono gay

Washington «Sono gay». Ken Mehlman, ex presidente del partito repubblicano e manager della campagna di George W. Bush nel 2004, ha ammesso in una intervista di essere omosessuale e ha detto di voler diventare un attivista per il diritto dei gay a unirsi in matrimonio.
Mehlman è il più alto esponente repubblicano ad avere ammesso di essere gay. Il suo partito si troverà certamente in imbarazzo di fronte a questa situazione, dal momento che ha una posizione contraria alle nozze gay, una situazione che ha messo in difficoltà anche l’ex-vicepresidente Dick Cheney, che ha una figlia lesbica. Tuttavia, Mehlman afferma che in realtà il Grand Old Party ha in sé posizioni molto più differenziate di quanto si possa credere e che al suo interno c’è «assolutamente» spazio per gli omosessuali e per chi sostiene il loro diritto a sposarsi.
«Mi ci sono voluti 43 anni per trovarmi a mio agio con questo aspetto della mia vita - ha detto Mehlman -. Ho il rimpianto di non essere uscito allo scoperto alcuni anni fa».
Mehlman è stato il manager della campagna elettorale Bush-Cheney nel 2004 e successivamente è stato presidente del partito repubblicano dal 2005 al 2007.
Mehlman ha detto al giornale The Atlantic che «George W. Bush non è omofobico», ma ha ammesso nello stesso tempo che l’amministrazione Bush ha usato iniziative anti-gay per «trarre dei vantaggi politici».
Una campagna per far uscire Mehlman allo scoperto era stata lanciata a suo tempo dall’attivista Mike Rogers, che aveva invitato più volte l’esponente repubblicano ad ammettere di essere gay. Ma il consigliere di Bush aveva sempre negato di essere omosessuale.
Rogers ha accusato Mehlman di avere dato vita, quando era manager della campagna elettorale di Bush, alla «campagna presidenziale più anti-gay della storia americana».
«Mehlman è orrendamente omofobico e dovrebbe essere ritenuto responsabile per il suo passato, a prescindere dalla sua ammissione odierna di essere gay», ha affermato Rogers.
Nella sua intervista a The Atlantic, Mehlman ha spiegato di «essere giunto solo di recente alla conclusione di essere gay» e di avere confessato nelle ultime settimane ai familiari e agli amici la sua vera natura sessuale. «Tutti hanno reagito in modo meraviglioso e mi hanno assicurato il loro pieno sostegno», ha affermato l’esponente repubblicano.
Mehlman desidera diventare un portavoce della «American Foundation for Equal Rights» (Afer), che è impegnata in una azione legale in California contro i tentativi di mettere al bando i matrimoni fra persone dello stesso sesso.
Mehlman ha detto di «essere dispiaciuto di non essere uscito allo scoperto mentre ero ancora in un ruolo chiave della vita politica americana».