L’ex segretario E l’America aspetta le memorie di Rumsfeld il duro

Le memorie dell’ex segretario alla difesa Donald Rumsfeld sono già al centro delle polemiche, nonostante non siano disponibili nelle librerie americane fino alla prossima settimana.
Nel libro di 800 pagine intitolato Known and Unknown (fatti noti e segreti), si riconosce ancora il piglio da guerriero che ha contraddistinto i mandati dell’ex segretario alla Difesa dell’era Bush, e ancor prima, sotto la presidenza di Gerald Ford. Rumsfeld non risparmia critiche per il senatore John McCain, elogi per l’ex presidente George W. Bush e il vice presidente Dick Cheney e mantiene sempre un tono generale di sfida, piuttosto che contrito e di riflessione.
L’ex segretario alla difesa in patria ha collezionato critiche dai suoi tanti nemici politici. Ma nel libro non fa marcia indietro: non si assume responsabilità per le torture e gli abusi nelle prigioni in Iraq e in Afghanistan e nemmeno per le decisioni strategiche sulla conduzione della guerra che gli avversari gli contestano dalla carenza di truppe, armamenti e veicoli corazzati, alla pianificazione del dopoguerra. L’anziano politico conferma la sua fama da duro: l’unico tentativo di presentare un’immagine di se stesso più amichevole è la copertina, dove lo si vede in giubbotto di felpa e jeans, ma nel libro si ritrova lo stesso uomo che il presidente Bush aveva soprannominato «Rumstud» (stallone), quello che aveva convinto l’amministrazione Bush della presenza di armi di distruzione di massa in Iraq e che ha descritto gli abusi nel carcere di Abu Ghraib come le azioni isolate di un gruppo di militari che hanno agito contro le politiche approvare dal governo sul trattamento dei detenuti. Perfino il suo unico rimpianto è una conferma della sua grinta politica: «Rimpiango di non essermi dimesso a quel punto, tutte le polemiche derivate da quelle foto, hanno solo distratto il governo».