L’ex sindaco e il capo dei Ds: sì ai centri per i clandestini

Rutelli d’accordo con Fassino: le strutture che ospitano gli immigrati vanno rafforzate

Silvia Marchetti

da Roma

Nell’Unione la bufera sui centri di permanenza temporanea non accenna a placarsi. L’ultimo colpo sferrato - finora quello più duro - è di Francesco Rutelli. In un articolo improvvisato ieri sul sito on-line della Margherita dopo l’attentato turco, Rutelli ha affrontato il tema scottante dell’anti-terrorismo, spronando il centrosinistra «a prendere in mano la bandiera della sicurezza» per dimostrare che non è un appannaggio della «destra». E ha bocciato la chiusura dei centri di permanenza temporanei: «I Cpt per gli immigrati illegali vanno piuttosti rafforzati perché sono un filtro irrinunciabile. Salvo che qualcuno pensi a trasformare l’Italia in un porto franco dei trafficanti di persone umane». Un outing con cui si schiera a fianco di Piero Fassino contro il fronte dei 13 governatori ribelli guidati da Nichi Vendola e dalla sinistra radicale. E che lo avvicina al governo («un articolo da centrodestra», è il commento dell’azzurro Giro), inquinando ulteriormente il clima nell’Unione.
Gli unici centri da chiudere, secondo Rutelli, sono «quelli che non rispettano gli standard di civiltà». Per Ds e Margherita la vera sfida è conciliare sicurezza e diritti umani. I Cpt sono uno «scudo» nella lotta all’immigrazione clandestina. Perciò, «non c’è necessità di ipotizzare Guantanamo italiane», ha aggiunto Beppe Fioroni, alludendo alle invettive di Vendola&company. Ma la sinistra radicale, capeggiata dai Verdi - intenzionati a presentare una mozione per la chiusura dei centri - continua a parlare di «sospensione della dignità umana» e dell’urgenza di elaborare una «nuova cultura dell’accoglienza». Per Paolo Cento i Cpt sono «l’elemento concreto e simbolico della negazione dei diritti civili e umani nel nostro Paese. La loro chiusura è una battaglia di libertà a cui non rinunciamo». Insieme all’Irak, i centri per i clandestini sono destinati a dividere il centrosinistra e saranno cruciali nell’elaborazione del programma. Secondo Cento le parole di Rutelli sono infatti l’ennesima conferma che «sui Cpt continuamo a registrare una crisi programmatica preoccupante». Per i Verdi, ma anche per Rifondazione, è meglio che la parola passi dunque agli elettori dell’Unione. Nel documento finale approvato al Consiglio federale si fa esplicita richiesta di due consultazioni parallele: primarie sulla leadership affiancate a primarie programmatiche. Spetta agli elettori dell’Unione, secondo Cento, «dire se vogliono chiudere o no i Cpt».