L’ex sindaco epurato dai Ds presenterà una lista civica

da Siena

Lo strappo durante la guerra finanziaria dell’estate, quando gli uomini del Monte, quelli della Fondazione, il sindaco e la federazione del partito hanno detto platealmente no Fassino e D’Alema e si sono rifiutati di partecipare alla scalata di Unipol alla Banca nazionale del lavoro, è solo l’ultima crepa. La più vistosa. Ma è frutto di uno scontro lungo anni. Da anni D’Alema persegue il progetto di un abbraccio tra Mps e Bnl per farne un polo nazionale con baricentro spostato su Roma. I senesi non ne vogliono sapere. C’è da dargli torto?
La federazione senese, di rito fassiniano fino al congresso, ora pendola tra il «correntone» (la corrente di sinistra della Quercia) e la Margherita di Rutelli. Stretti anche i rapporti con il senatore Franco Bassanini (ottimo amico di Francesco) e che a più riprese ha tuonato contro l’operazione Unipol. Quello che è certo è che il sistema di potere che ruota intorno ai Ds senesi è fuori da ogni controllo centrale. Che cosa succederà? Niente, dicono i più. Ai primi di agosto sono stati riconfermati i vertici della Fondazione. A primavera alle comunali è data per scontata la rielezione del sindaco ds, Maurizio Cenni. Tutto come da copione, in un’immobilità che a confronto il Gattopardo è un thriller. Se non fosse per un’incognita.
Questo straordinario giocattolo d’oro, in grado di condizionare gli equilibri dell’intera Toscana, ha cominciato a dare segni d’inceppamento con la vicenda di Pierluigi Piccini, sindaco prima Pci e poi Ds per 12 anni della città. Nel 2001 era il candidato naturale alla presidenza della Fondazione Monte dei Paschi. Ma a poche settimane dalla fine del suo mandato di primo cittadino e dalla fine del governo il ministro Vincenzo Visco emanò una famosa circolare, che ne decretò «l’incompatibilità» ad assumere il nuovo incarico. La federazione senese fece muro attorno a lui. Apparentemente. A luglio al suo posto fu scelto l’avvocato Giuseppe Mussari, che era stato a capo del comitato elettorale di Maurizio Cenni ed è tuttora alla guida della Fondazione. Piccini fu esiliato a Parigi, vicepresidente di Mps France.
Lo show down lo scorso anno, con uno strascico di pochi mesi fa. Nel 2004 Piccini è stato espulso dalla Quercia «per incompatibilità». Motivo? L'associazione Mongolfiera, del cui direttivo fa parte il reprobo, al vigilia delle amministrative e delle europee 2004 ha diffuso un documento con l’indicazione di votare due candidati dell’Udc-Forza Italia. Apriti cielo. Deferito dal segretario provinciale alla Commissione disciplinare della federazione senese il 25 giugno è sospeso dal partito. Lo viene a sapere dai giornali. Il 17 agosto la Commissione disciplinare dei Ds senesi ne ha dichiarato «l’incompatibilità». Verdetto confermato il 21 dicembre dai Garanti dell’Unione regionale e il 16 marzo 2005 dai probiviri della Quercia nazionale.
Inutilmente Pierluigi Piccini ha spiegato che, lui, il giorno in cui il direttivo della Mongolfiera aveva approvato il documento incriminato non era neanche in Italia. Replica dei suoi giudici: poteva dissociarsi pubblicamente. L'ex sindaco ha anche prodotto le e-mail scambiate tra iscritti all’associazione in cui si lascia libertà di voto o si sponsorizzano anche candidati dell’Ulivo. Niente da fare. Il documento, firmato dal presidente Lalla Trupia, con cui l’Ufficio di presidenza dei Garanti del Botteghino ha reso irrevocabile l’espulsione, è un capolavoro. Vale la pena soffermarcisi un attimo.
Niente a che vedere con i processi di sapore staliniano che troppe volte sono avvenuti nel Pci, si tiene a sottolineare. «È definitivamente cessata - si legge nella “condanna” contro Piccini - la prassi di regolare i contrasti mediante l'espulsione del dissidente per “indegnità politica e morale”»; anzi, le nuove norme in vigore tra i Ds sono l’ultima frontiera del «diritto dei partiti». Insomma, è stato espulso per il suo bene, per difendere la sua libertà di opinione.
Piccini ora medita di presentarsi alle Comunali del prossimo anno a capo di una lista civica, che potrebbe essere sostenuta anche dal centrodestra, contro il sindaco diessino Maurizio Cenni. E allora ne potremmo vedere delle belle.