«L’ex sindaco? Non mi piace E il terzo polo non fa per me»

Valerio Onida risponde a un numero telefonico fisso. Ha smantellato il piccolo staff che lo ha seguito nella campagna delle primarie (una sfida tutta all’attacco che di fatto ha condannato il Pd alla sconfitta) ma non ha perso la voglia di seguire da vicino quel che accade a Milano, anche in vista delle elezioni comunali.
Allora professore non si è pentito?
«No, pentito no, anche se è stato più faticoso di quel che potessi immaginare».
È contento di come è andata a finire? Si direbbe che Giuliano Pisapia è più lontano da lei rispetto a Stefano Boeri.
«Sono contento che abbia vinto Pisapia. Le valutazioni basate sulle collocazioni non tengono affatto conto dello spirito della mia candidatura».
Un suo ticket con Pisapia come lo vede?
«Non è all’ordine del giorno in questo momento».
Boeri invece le propone una lista civica insieme. Che ne dice?
«Non credo abbia un senso».
Lei presenterà una sua lista?
«Le modalità del mio impegno sono da vedere. Ma una lista rientra fra le possibilità».
Nella sua contesa col Pd ha avuto ragione lei. Questo la soddisfa?
«Avevo chiesto al Pd una linea neutrale e rispettosa degli elettori. Quel che è accaduto mi dà ragione, nel senso che è il frutto di una ribellione, di una smentita, della scelta che ha fatto il partito. Una scelta che contraddice lo spirito delle primarie».
Le dimissioni dei vertici locali del Pd erano dovute?
«Non voglio intervenire nelle vicende interne del Pd, ma normalmente un gruppo dirigente deve trarre le sue conseguenze di una smentita del genere».
Questo suo possibile impegno resta nell’alveo del centrosinistra? Ci sono segnali molto espliciti che arrivano verso di lei, segnali di interesse per esempio dall’Udc. Le interessano?
«Io ho partecipato alle primarie del centrosinistra, mi pare una scelta chiara e vado fino in fondo. Non sono disponibile e non potrei valutare il salto su altri carri».
Potrebbe partire il carro di Gabriele Albertini. La attira?
«L’esperienza da sindaco di Gabriele Albertini non mi è parsa tale da meritare apprezzamenti, basti pensare a quel che è stato fatto col piano parcheggi».
E se il Pd o una parte del Pd scegliesse, in modo più o meno ufficiale, di sostenere Albertini abbandonando Pisapia?
«Non vedo proprio come il Pd possa cambiare impostazione a questo punto».
Si parla di settori moderati e cattolici che spingono in questa direzione e che si sentono a disagio nel Pd...
«In realtà io questo moderatismo non so bene cosa sia. Quanto ai cattolici, ci sono diversi atteggiamenti e valori, e di cattolici ce ne sono in tutti i partiti».
Il suo pronostico finale? Pisapia può vincere?
«Le previsioni sono difficili, ma è possibile».