L’ex sindaco sprofonda nelle poltrone di pelle dell’assessore Fracchia

Guerra di Rapallo sul lusso in giunta La realtà: mobili di seconda mano

Sarà perché si fa un gran parlare in questo periodo delle famose mozzarelle campane. A Rapallo l'hanno già soprannominata la bufala di Capurro. Ben due interrogazioni inviate da Ezio Armando Capurro (il 20 e il 31 marzo) in cui l'ex sindaco (Capurro, appunto) accusava l'assessore ai lavori pubblici, Mario Fracchia, di essersi arredato un lussuoso e prestigioso ufficio corredandolo di costosissime poltrone in pelle rossa e di una serie di altre utilità. Vedere per credere. L'assessore ai Lavori pubblici, Mario Fracchia, ci sorride, ci fa segno di entrare e di sedere intorno al tavolo. Si siede a sua volta. Ci offre una caramella. Torna a sorridere. Solo allora realizziamo che siamo seduti proprio su una di quelle fantomatiche poltrone in pelle rossa. Perché due più due fa quattro. E quelle poltrone rosse lo sono davvero. E quello è (o meglio, sarebbe?) il prestigioso ufficio. E lussuoso, per giunta? Fracchia allarga le braccia: «lo so, non è grande come vi aspettavate leggendo i giornali». Però è pulito e luminoso. E ci sono delle belle poltrone.
Fracchia capisce al volo e con quel pragmatismo tipico degli ingegneri ci fa fare un giro (in senso metaforico, viste le ristrette dimensioni) dell'ufficio. Dalle poltrone («che abbiamo trovato in un magazzino comunale. Qualcuna era appena un po' strappata ma l'abbiamo aggiustata»), al computer collegato a un vecchio schermo catodico (niente schermi piatti o ai cristalli liquidi di ultima generazione), al telefono. Lo stile dell'apparecchio è anni settanta. «Abbiamo trovato anche questo in un magazzino comunale. È comodo - quasi si giustifica l'assessore - perché si possono memorizzare nei pulsanti i numeri dei vari uffici». «Un telefono - l'aveva descritto in termini grandiosi Capurro in una delle sue interpellanze - dotato di display dal quale si possono vedere tutti i telefoni interni, tipo quello usato dal centralino». «Evidentemente Capurro non è mai stato nel mio ufficio. Se vorrà venirmi a trovare sarò ben felice di farglielo vedere e di offrirgli un caffè, perché questo non è un ufficio di rappresentanza, ma un ufficio funzionale che mi permette di svolgere il mio lavoro», conclude Fracchia che preferisce «parlare di problemi concreti che riguardano la città».
Dal nuovo Puc che verrà messo a punto in breve tempo, al nuovo piano dei dehors che, elaborato con tecnici specializzati, «darà delle linee di indirizzo estetiche e architettoniche al fine di rendere la passeggiata a mare e piazza Cavour ancora più belle». Sta per iniziare, inoltre, precisa l'assessore, una riunione relativa a quello che è stato chiamato il «ponte intelligente». Un ponte che verrà sistemato sul torrente Boate (ciclicamente a rischio esondazione) che si alza e si abbassa a seconda del livello dell'acqua. Un progetto elaborato in gran parte dai tecnici del Comune e dallo stesso Fracchia che sostituisce, è stato spiegato nell'ultimo consiglio comunale, il progetto di un ponte, elaborato dalla precedente amministrazione, cosiddetto a «dorso d'asino». Ma Capurro in consiglio non aveva gradito il giro di parole.