L’ex sindaco di Vibo Valentia: fui rimosso per accuse false

da Roma

In merito all’inchiesta della Dda di Catanzaro su mafia e politica a Vibo Valentia pubblicata dal Giornale, scaturita dalla consegna ai pm di un voluminoso dossier da parte dell’onorevole Angela Napoli (An) numero due della commissione Antimafia, il vicepresidente della Provincia calabrese Paolo Barbieri (Ds) ha indetto una conferenza stampa per ribattere a quella che l’esponente del centrosinistra definisce «una campagna diffamatoria» basata su «insinuazioni strumentali che da mesi trovano ampia eco sulla stampa».
Barbieri si rifà ai contenuti dell’inchiesta riportati il 22 e 23 ottobre per precisare la sua attuale posizione che non combacerebbe con quanto riportato nel dossier della Napoli: «Credo che ci sia stata una vera e propria manipolazione dei dati che mi impone di ristabilire la verità ricostruendo i fatti di allora. È vero che nel 1995 il ministero degli Interni decise per la mia rimozione dalla carica di sindaco, giustificando il provvedimento amministrativo con motivi di ordine pubblico, a causa delle numerose lettere di denuncia che in quel periodo venivano inviate nel tentativo di ostacolare la mia attività di lotta all’abusivismo edilizio. Ma è altrettanto vero che il Consiglio di Stato annullò il provvedimento di rimozione, reintegrandomi nella carica di sindaco e motivando la decisione con l’irrilevanza dei fatti che avevano determinato il mio allontanamento». E ancora. «Il provvedimento di rimozione deciso dal ministero, fu determinato da una serie di esposti inoltrati da cittadini che pretendevano che il Comune assicurasse un trattamento di favore ai loro insediamenti abusivi realizzati tra il 1977 ed il 1980. Da questi esposti non derivò alcun provvedimento giudiziario di condanna, data la palese infondatezza delle accuse che mi venivano mosse. Allo stesso modo, assolutamente infondata si rilevò la denuncia relativa ad un piano di lottizzazione nel Comune di Sant’Onofrio: l’epilogo giudiziario dell’esposto fu una sentenza di non luogo a procedere per insussistenza del fatto, emessa dal Giudice dell’udienza preliminare, presso il Tribunale di Vibo Valentia».