Come l’ex Vittorino-Bernini eseguirà le opere interne?

Gentile Direttore, è con vivo interesse che ho seguito le polemiche riguardanti la sofferta (s)vendita dell’Istituto Vittorino da Feltre, pertanto desidero ringraziare voi che siete stati gli unici in questi mesi a dar voce ad insegnanti, allievi, genitori e l’ex-alunno «Francesco 80» le cui lettere sono state utili per comprendere lo svolgersi degli eventi.
Lo scorso novembre, in una delle sue lettere egli scrisse, tra l’altro «il Bernini nel suo delirio di onnipotenza, e nella convinzione di vivere nel Paese dei Balocchi, ritiene di essere al di sopra della legge fregandosene di tutti...».
Dopo aver letto le dichiarazioni rilasciate al Giornale dal dottor Menconi (l’acquirente già proprietario di Italscuole) lo scorso 2 gennaio, dove, tra l’altro, egli parla dei suoi ambiziosi progetti, mi domando come sarà possibile conciliare una così importante ristrutturazione con la presenza di allievi ed insegnanti all’interno dell’edificio.
La Finanza, come già è stato scritto non si è interessata della vendita dell’immobile avvenuta in modo tanto ambiguo e segreto ma a questo punto vien da chiedersi se la Asl o altri uffici competenti permetteranno lo svolgimento delle lezioni tra il rumore, la polvere e i calcinacci... Ma forse la sicumera e la tracotanza del dottor Menconi, che se ne vuole andare avvolto dalla bandiera come i martiri della Patria, poggiano su spalle ben coperte dalle persone «che contano», che contano per lo meno, per permettere a qualcuno di far soldi sulla pelle di ragazzi, insegnanti e di un pezzo di storia ormai scomparsa.



Gentile signora Parodi, come sempre facciamo, anche nel suo caso pubblichiamo la lettera sull’ex Vittorino. E, per quanto possiamo tentiamo una risposta. Lei chiede come sarà possibile che vengano realizzati lavori di ristrutturazione in una scuola dove sono in corso le lezioni. Di certo i controlli ci saranno e qualora vengano trovate irregolarità saranno sanzionate. Per il resto a dare o meno ragione al dottor Menconi saranno soltanto le leggi di mercato e la qualità dell’offerta formativa.