L’exploit nelle Marche: «Ci sono troppi immigrati»

da Milano

«Abbiamo avuto un’affermazione clamorosa, sfiorato il 10% in vari comuni del Montefeltro, e conquistato i ceti popolari, che la sinistra ha abbandonato al loro destino. Una vittoria strabiliante, in una regione "rossa" fino a ieri». Luca Rodolfo Paolini, 48 anni, avvocato a Fano, segretario regionale della Lega Nord, ex ufficiale della Guardia di Finanza, e vice commissario straordinario dell’Inpdap, è un fiume in piena. È felice di aver conquistato un seggio alla Camera nella sua regione, le Marche (visto che Bossi certo rinuncerà), ma sembra propenso a optare per il seggio in Toscana, dove è commissario del partito da poco più di un anno. «Devo ancora decidere, valuteremo insieme a Bossi - spiega - ed eventualmente le Marche saranno rappresentate alla Camera dall’avvocato torinese Matteo Brigandì, che era terzo in lista. È un penalista, come me, e ha difeso la Lega in vari processi davanti al pm di Verona Papalia». Per adesso, in viaggio per Roma, Paolini si gode la vittoria, particolarmente significativa nella sua provincia, Pesaro Urbino (3,7%), percorsa da venti secessionisti che certo gli hanno tirato la volata. A Fermignano, unico comune delle Marche governato da un sindaco del Carroccio, la Lega ha avuto il 9,58% dei consensi alla Camera, il 7,93% a Mercatello sul Metauro, il 7,91% a Casteldelci (due dei comuni che vogliono passare all’Emilia Romagna). «Il voto dato a noi - spiega - non è stato un voto di protesta, ma un voto politico. La gente ha scelto noi perché non si sente rappresentata da una sinistra che tutela gli immigrati più degli italiani».