L’Expo non lascia indietro nessuno

(...) per Milano è stato conquistato, difeso e talvolta riconquistato più volte in una partita durata 563 giorni. Pochi lo ricordano, ma la vittoria di Parigi non è stata l'unica tappa determinante per l’assegnazione di Expo 2015 a Milano, prima ci fu quella di Shanghai del 15 settembre 2006 quando la nostra Città sconfisse la concorrenza di Napoli e Torino, candidate a rappresentare l’Italia in questa competizione ma, solo la risolutezza del Sindaco e la sua capacità a tessere alleanze internazionali a sostegno della candidatura di Milano convinsero il Governo italiano a puntare sul capoluogo lombardo. Tra Shanghai e Parigi ho percorso quasi 160.000 chilometri, incontrando più di cinquanta rappresentanti di governo in quattro continenti, ma ovunque sia stato a presentare la candidatura di Milano, da Kathmandu a Tegucigalpa, da Dakar a Vientiane ho potuto riscontrare quanto la nostra Città goda sempre e in ogni Paese di grande stima e credibilità.
In virtù della sua generosità e della sua vocazione internazionale Milano sarà capace di creare opportunità non solo per il proprio territorio ma anche per tutti quei Paesi che saranno protagonisti della sfida per combattere la fame nel mondo e migliorare la sicurezza alimentare, obiettivi primari del tema «nutrire il pianeta, energia per la vita». E dunque, coerentemente, a rappresentare l’esposizione del 2015 non ci sarà, come avveniva per gli Expo dello scorso millennio, una realizzazione architettonica, ma un Centro di Sviluppo Sostenibile al servizio della ricerca e della formazione per tutti i paesi del mondo, simbolo della solidarietà e della cooperazione internazionale. Nella dimensione locale Milano si prepara a cogliere pienamente le opportunità per creare migliore e maggiore occupazione che l’esposizione genererà nei prossimi anni e a diventare modello di città europea per le politiche del lavoro e delle professioni. Trascorso più di un secolo dall’edizione del 1906, l’Expo torna a Milano, metropoli dinamica e vitale, centro economico del Paese, città che ha vissuto negli ultimi decenni profonde trasformazioni legate al lavoro diventando da capitale dell’industria capitale dei servizi, della creatività e dell’innovazione con 340.000 imprese di cui 15.000 high tech e sede del 50% delle multinazionali presenti in Italia.
La realizzazione di infrastrutture adeguate e l’erogazione dei servizi per accogliere i 30 milioni di visitatori previsti richiederanno una forza lavoro preparata, formata e flessibile e genereranno circa 70.000 posti di lavoro. Un grande impegno attende dunque il nostro sistema della formazione, ma anche una grande opportunità di sviluppo in molti settori dell'economia ed in particolare quello dell'alimentazione nel quale Milano, contando sui progetti della Città del Gusto e della Borsa Agroalimentare Telematica, potrà conquistare il ruolo di protagonista a livello internazionale come per la moda e il design. La Città è pronta a varare un nuovo modello di politiche attive del lavoro per aiutare le donne, i giovani e i cinquantenni disoccupati o inoccupati a reintegrarsi nel mercato del lavoro, e un sistema di welfare ambrosiano a protezione dei lavoratori milanesi e delle loro famiglie nei momenti di maggiore fragilità. Milano è pronta ad accelerare ma senza lasciare nessuno indietro.
Andrea Mascaretti
*assessore comunale
alle Politiche del lavoro