L’Expo unisce destra e sinistra: «Batteremo la fame nel mondo»

Nell’ultimo giorno di visita dei 180 rappresentanti, l’impegno bipartisan di Rutelli e Tremonti

(...) Il clima è da idillio e nemmeno il governo che frana e le elezioni alle porte riescono a ingolosire Letizia Moratti, per nulla distratta dal bersaglio finale. Con la turca Smirne nel mirino e in agenda il voto del Bie il 31 marzo a Parigi. «Un incarico a Roma? Ma per carità», allontana secca qualsiasi tentazione. A differenza del governatore Roberto Formigoni che per Roma è già in partenza e del presidente della Provincia Filippo Penati che tentenna («ci sto pensando, vedremo nei prossimi giorni»).
Ieri, dunque, l’ultima delle quattro giornate del Forum organizzato al museo della Scienza e tecnologia. «Sono sicurissimo che il sostegno a Milano per l’Expo 2015 sia completamente bipartisan - le parole dell’ex ministro Giulio Tremonti in nome del presidente di Fi Silvio Berlusconi impegnato nell’addio a mamma Rosa -. In politica già una settimana è un periodo lunghissimo e in otto anni un Paese democratico può avere diversi governi. Expo 2015 rimane un obiettivo, indipendentemente dal colore politico di chi governerà». Lo specchio è l’intervento di Walter Veltroni. «Milano - promette il segretario del Pd - sarà al centro dei nostri sforzi perché in questo momento, per questa battaglia ma non solo per questa, rappresenta tutta l’Italia». Gli fa eco Rutelli che loda la virtù della costanza e citando Leonardo da Vinci. «Centrodestra e centrosinistra nel sostegno a Milano sono unite - ripete -. E non perché sia stato investito tanto denaro, ma perché c’è un impegno comune. Con l’Expo parleremo di buon cibo, di buona alimentazione, ma anche di attenzione sociale alla cura dell’alimentazione». Un pane, sottolinea il governatore Roberto Formigoni, «da spezzare tutti insieme». E vola alto ricordando Platone e il Simposio. «Dove il cibo non nutre soltanto il corpo, ma soprattutto lo spirito». Promettendo che se Milano vincerà, l’appuntamento con tutti i Paesi del mondo non sarà nel 2015, ma la settimana dopo. «Per cominciare a lavorare tutti insieme per sconfiggere fame e povertà. La nostra sarà un’edizione messa a disposizione di tutto il mondo». Con un sito internet, racconta la Moratti, dove tutti i Paesi potranno esporre i loro problemi e proporre soluzioni.
Progetti ce ne sono già: l’impiego del sistema satellitare per monitorare terra e mare e prevenire terremoti, maremoti, eruzioni vulcaniche, l’uso delle migliori tecniche di conservazione dell’acqua, particolarmente nelle terre desertiche, l’incremento dell’industria ittica e la pesca sostenibile, l’analisi del rischio nella catena alimentare, la borsa telematica dell’alimentazione, la Città del gusto. L’ultima tappa della visita dei delegati Bie è alla Fiera di Rho-Pero che potrebbe ospitare la manifestazione. L’assessore all’Urbanistica Carlo Masseroli presenta le linee guida e i numeri del progetto (200 ettari di superficie per accogliere 29 milioni di visitatori) attraverso una serie di foto satellitari e ricostruzioni in 3D di padiglioni e strutture. Proiettato anche un video con una visita virtuale alla Milano del 2015. Ricordando com’è andata a finire l’ultima votazione con i pesci in faccia tra Marocco e Corea, già qualcuno teme brogli e voti comprati. «Vorrà dire - sdrammatizza il sottosegretario agli esteri Bobo Craxi - che a Parigi manderemo anche Antonio Di Pietro».