L’Fbi aveva previsto la crisi, ma invano

L’Fbi aveva messo in guardia sul rischio mutui già nel 2004, ma aveva altre priorità, terrorismo in primis, e non è riuscita a prevenire la crisi che, finora, è costata circa 300 miliardi di dollari di svalutazioni. Lo rivela il Los Angeles Times: l’agenzia federale aveva avvertito già quattro anni fa che il boom delle attività legate ai mutui, spinto da tassi di interesse bassi e prezzi delle case in volata, aveva iniziato ad attrarre operatori disonesti e si attendeva miliardi di dollari di perdite. «Potrebbe essere un’epidemia» aveva dichiarato nel settembre 2004 Chris Swecker, l’agente dell’Fbi che aveva in carico le indagini, sottolineando comunque che il problema poteva essere prevenuto. Ma probabilmente le risorse allora a disposizione dell’agenzia su questo fronte erano scarse, circa 100 agenti, dato che in quel momento l’Fbi era concentrata sulla sicurezza nazionale e l’attenzione ai crimini dei colletti bianchi era scarsa. Nella precedente crisi degli anni 1980-1990 per indagare su possibili frodi in atto a disposizione dell’agenzia federale c’erano invece mille agenti.