L’Fbi rintraccia sei degli 11 egiziani scomparsi

Marta Ottaviani

Almeno in questo caso, l’emergenza è finita quasi subito. Le autorità americane hanno infatti individuato sei degli 11 giovani studenti egiziani di cui si erano perse le tracce dopo il loro ingressi negli Usa la scorsa settimana. La vicenda, secondo quanto ha reso noto l'Fbi, non risulta avere alcun legame con il terrorismo e i giovani non rappresentano una minaccia. Il gruppo era svanito nel nulla dopo l'arrivo negli Stati Uniti, dove i giovani dovevano recarsi alla Montana State University per una serie di studi. Il 29 luglio si sarebbero dovuti presentare all’università per seguire un corso di Lingua e storia americana. L'università però non li ha mai visti arrivare e i responsabili dell'ateneo hanno messo in allerta l'Fbi. I giovani sono stati rintracciati in varie città degli Usa e alcuni di loro si sono presentati volontariamente alle autorità. Le ragioni della loro scomparsa restano per il momento sconosciute. Gli studenti rintracciati verranno rimpatriati, mentre proseguono le ricerche per i cinque ancora mancanti. A lanciare l’allerta era stato il deputato di New York, Peter King, che presiede la commissione Homeland Security alla Camera. «Dopo l’11 settembre - ha dichiarato - se studenti che provengono dall’Egitto, Paese dove Al Qaida ha forti sostenitori, scompaiono inspiegabilmente, è inevitabile che ci preoccupiamo». Tensione ancora più comprensibile se si pensa che i terroristi della strage al World Trade Centre erano entrati negli Stati Uniti proprio con un visto per motivi di studio. Poi il ritrovamento di una buona parte dl gruppo. E il (mezzo) sospiro di sollievo.