L’Fmi: «Abbiamo evitato la Grande depressione»

«Stavolta abbiamo evitato la Grande Depressione». Il giudizio è del direttore generale del Fondo monetario Dominique Strauss-Khan intervenuto ieri a Vienna a una conferenza sugli scenari della crisi. «Questa - ha detto - è la Grande Recessione e non è ancora finita» ma questa volta, a differenza del 1929, ha aggiunto l’ex ministro francese, la reazione mondiale è stata coordinata anche con mezzi nuovi come «il G20. Devo anche dire - ha rilevato ancora Strauss-Kahn - che il Fondo ha giocato un ruolo chiave nell’indicare le cose che dovevano essere fatte».
Quanto ai tempi della ripresa, il numero uno del Fmi la colloca «nel primo semestre del 2010». Molto dipenderà da alcuni fattori, primo fra tutti «una pulizia accurata» dei bilanci nel settore finanziario. I risultati delle manovre di stimolo varate dai governi «si vedono già» e hanno «contribuito da 1 e 3 punti percentuali in più alla crescita quest’anno».
Molto resta tuttavia da fare, in particolare sul fronte della «regolazione delle operazioni finanziarie transfrontaliere. La crisi», ha osservato il numero uno dell’Fmi, «non è ancora finita e ci aspettano altre prove. Non dovremmo dimenticare che i Paesi hanno bisogno di approntare strategie di uscita dalle politiche attuate per affrontare la crisi. Hanno bisogno di piani sulla liquidità e di un graduale ritorno a un’intermediazione finanziaria in cui il settore privato abbia un ruolo predominante». «Con le politiche fiscali - ha proseguito Strauss-Kahn - c’è un tempo per la semina e uno per la raccolta e le politiche espansive di oggi devono andare per mano con politiche rigorose domani. Sarebbe sbagliato l’autocompiacimento: serve solo a preparare la strada a seri problemi di solvibilità domani. Queste strategie di uscita implicano a loro volta la necessità in un coordinamento internazionale, forse anche di un maggior coordinamento perché le scelte politiche diventano più difficili. Le grandi sfide», ha aggiunto, «sono ancora davanti a noi: non perdiamo lo slancio».