Léggere e ordine

Ieri Marco Travaglio se l’è presa con Piero Ostellino, reo d’aver ricordato che nel periodo di Mani pulite i magistrati andavano in tv senza che la sinistra protestasse. «Nessuno ricorda più che Falcone andava al Maurizio Costanzo show e a Samarcanda», tuonava Travaglio. È la prima balla: lo ricordava lo stesso Corriere della Sera in un articolo scritto a margine di quello di Ostellino. Poi: «Nessun pm di Mani pulite rilasciò interviste televisive ai tempi dell’inchiesta». È la seconda balla: c'erano stati un Maurizio Costanzo show dell’autunno 1992 (Borrelli contras Martelli) e un Rosso e il nero di Santoro della primavera 1994 (Borrelli e Boccassini), questo senza contare che Di Pietro era sempre in tv grazie al processo Cusani. Poi: «Il Decreto Biondi aboliva tout court la carcerazione preventiva». Terza balla: quel Decreto favoriva gli arresti domiciliari nella fase cautelare, ma per i reati di maggior allarme sociale manteneva il carcere preventivo sul quale Travaglio ieri ha fatto anche il precisino: «Dal 1989 si chiama custodia cautelare». Parla lui, che chiama l’articolo 530 «insufficienza di prove» com’era prima del 1989. Ultima comica: «Il pool non andò in tv: lesse un comunicato dinanzi alle telecamere». Ah. Certo. È diverso. Anche la Forleo e De Magistris, da Santoro, basta che leggano.