«L’hanno promesso, il denaro arriverà La Beic non ha senso in un’altra zona»

Padoa-Schioppa: «Il ministro Pollastrini ha dato garanzie, il progetto avanza»

«Non c’è un euro? Scusi, ma Barbara Pollastrini ha detto che nella Finanziaria c’è una posta per la Beic e, mi permetta, io credo al ministro». Il presidente della fondazione Beic, Antonio Padoa-Schioppa, non smette di sognare quell’edificio di trentasei metri d’altezza firmato dall’australiano Peter Wilson.
Presidente, ma è così sicuro che i fondi per la Beic ci siano?
«Presto fede a quanto detto pubblicamente, al virgolettato del ministro Pollastrini: “Nella Finanziaria sono previste risorse per la promozione della candidatura italiana all’Expo 2015, per l’Agenzia per l’Innovazione oltre a un investimento a sostegno del progetto per la Biblioteca europea”. Dichiarazione che ho accolto con vivo piacere».
Scusi, ma quelle parole sono state smentite dall’assessore Vittorio Sgarbi...
«La Finanziaria va letta tutta, anche negli allegati dove sono allocate le risorse».
Dunque, la Beic non resta un sogno?
«Be’, solo al mattino sappiamo se i sogni si realizzeranno o no. Io, comunque, sono più che fiducioso: il progetto della Beic cammina, non è stato interrotto. Sarà uno strumento utile per la ricerca universitaria e post-universitaria, ma anche uno spazio pensato per il grande pubblico che avrà la possibilità di avvicinarsi alla cultura e alla bellezza».
Ma, in concreto, a che punto siamo del progetto?
«Sono stati portati a termine tutti gli iter: la gara, i preliminari, il progetto definitivo e quell’esecutivo. La più grande struttura culturale progettata a Milano dopo la Triennale negli anni Trenta del secolo scorso è pronta a diventare corpo e sostanza su quell’area dell’ex stazione di Porta Vittoria».
Per l’assessore Vittorio Sgarbi la realizzazione di una grande biblioteca in città è «un concetto giusto» ma in altra location, ad esempio al palazzo di giustizia nel caso avvocati e magistrati si trasferissero in una nuova sede...
«Sorgerà lì dov’è stata pensata e in nessun altra sede. Sa, è questione di tessuto urbano più che di estetica».