«L’hanno uccisa perché voleva un figlio da me»

Una commozione a stento trattenuta, gli occhi lucidi di pianto e lontani. Così Giuseppe Tempini si è presentato di fronte al microfono di Leonardo Panetta, l’inviato di Studio aperto. Lo ha fatto per raccontare la sua Hina, la fidanzata uccisa da un padre fanatico: «Era una ragazza che voleva vivere come noi, voleva la sua libertà. Chiunque venga in Italia deve venir rispettato per come decide di vivere. Lo dobbiamo a Hina». Proprio per questo non accetta che il corpo di quella che chiama la «sua coccolona» venga riportato in Pachistan, come chiede la madre Bushra Begun. «La Hina era una bresciana - ha detto -, quindi è giusto che rimanga qui con noi». Poi i ricordi: «Il nostro era un rapporto molto forte, volevamo anche un bambino». Racconta che Hina non l’ha lasciato: «In sogno mi dice di fare il bravo, di non fare pazzie».