«L’ho visto, Mailat ha gettato il corpo nel fosso»

«Quella sera ho visto Mailat portare il corpo di una persona sulle spalle, buttarlo a terra, trascinarlo e poi gettarlo nella discarica». Con queste parole Emilia N., la romena che ha subito individuato il presunto colpevole dell’omicidio di Giovanna Reggiani, ha confermato le accuse. La donna, durante l’interrogatorio durato circa due ore, ha ribadito di aver visto Nicolae Romulus Mailat portare in spalla la vittima e buttare il suo corpo in un fosso. Subito la 45enne ha bloccato l’autista di un autobus in strada, descrivendo a gesti, non sapendo l’italiano, l’intera sconcertante scena. La donna afferma anche di non aver subito capito che la vittima fosse una donna: «Era a testa in giù e non avevo potuto vedere il volto»; solo dopo qualche minuto «ho visto il seno che usciva fuori dalla camicetta aperta». La supertestimone del tragico episodio di Tor di Quinto, appare lucida e determinata, secondo le dichiarazioni dello stesso gip, Claudio Mattioli, presente ieri in aula. Il presunto colpevole, invece, anch’egli presente assieme al suo avvocato, Piero Piccinini, continua ad affermare di non avere mai abusato della povera vittima né di averla uccisa, ammettendo di aver «solo» aggredito Giovanna Reggiani per rapinarle la borsa. Ma non è tutto. Il giovane Mailat ricorda anche di essere tornato indietro per rimorso, «senza però ritrovare il corpo della donna». Il 24enne romeno è a oggi ancora l’unico indagato per omicidio volontario, rapina e violenza sessuale ma nonostante ciò l’uomo è apparso comunque impassibile, «mantenendo un atteggiamento - ha evidenziato il suo stesso avvocato - moderato e senza alcun timore». Nel frattempo continuano le indagini per capire se il 24enne romeno possa essersi fatto «aiutare» da un complice per compiere la tragica violenza.