L’hockey in carrozzella torna in campo a Chiavari

L'hockey su carrozzella elettrica torna a Chiavari. Dopo 10 anni e una storia di campionati eccellenti. Sono Omar Garibotti ed Enrico Pipia, giocatori dei Blue Davils di Genova, a pensare e organizzare il torneo in calendario sabato 3 e domenica 4 febbraio nella palestra dell'Istituto d'Arte, messa a disposizione dal Comune. Quattro le squadre in lizza: i liguri Blue Davils e Le torri di Albenga (due anni di vita), e «i foresti» della Thunder Roma, vincitori del passato scudetto, e della Scorpions Varese. Pochi mesi fa un evento simile in un'altra città italiana. Passione e voglia di esserci, di dare segnali. «È fantastico vedere questi ragazzi con un mare di problemi uscire di casa, mostrarsi e misurarsi». Una punta d'orgoglio in Enrico, neofita dell'hockey su carrozzina elettrica, che con Omar ha lavorato sodo per mettere in moto la macchina. Che è burocrazia e accoglienza. «I giocatori sono ospiti del Villaggio del Ragazzo di San Salvatore di Cogorno. Giocheremo e il finale di serata sarà garantito dal concerto che ci presenteranno gli amici del Villaggio». È qui la festa. È qui il coraggio e la forza di scendere in campo. Sabato 3, alle 9.30, la presentazione della due giorni poi il fischio d'inizio. «Due partite al mattino e quattro al pomeriggio. Domenica la finale, con trofei in ardesia come premi». Latte Tigullio fornisce il supporto «energetico», altre aziende locali daranno un contributo. Vicino c'è Riccardo Merlino, allenatore dei Blue Davils, che stringono «il rosso e il blu a raccontare il legame col Genoa». Una fede che gioca su altri campi. Merlino gongola. È anche vice presidente della Federazione nazionale hochey su carrozzella elettrica (FIWH) attiva dal 94 e affiliata da tre anni al Comitato Italiano Paralimpico. Sabato il grosso della sfida, cinque giocatori in campo, tre con la mazza e due con lo stick sotto la pedana della carrozzina a sostituire le braccia. E una panchina lunghissima che i cambi sono veloci. Il resto è strategia e forza. Voglia di confrontarsi al di là dello sforzo inaudito. Con allenamenti ritagliati all'osso. Con i genitori che accompagnano sempre. Dettagli. Sono pronti alla sfida. Sempre.