L’hockey lombardo dà vita al derby delle nobili decadute

Un derby mai così sprecato, quello dell'hockey ghiaccio tra Varese e Milano, nobili decadute. Questa sera al PalaAlbani varesino si consumerà una storica sfida tra due formazioni che, nonostante il blasone (venti scudetti per Milano, con varie denominazioni, due per i padroni di casa) si affrontano da ultime della classe nel campionato cadetto. Una sfida figlia dei tempi bui dell'hockey su ghiaccio lombardo, che dopo aver perso nel 2005 i Mastini della vecchia società di Varese, la scorsa estate ha dovuto salutare anche le gloriose Vipere dell'ex mecenate Alvise di Canossa.
Così dopo un quarto di regular season di A2, due tra le società più gloriose dello stivale pattinano al fondo di una classifica che langue in tutti i sensi: Varese (ultima) e Milano (penultima) hanno le peggiori difese e le linee offensive più sterili di tutto il torneo. Tra le due, la peggio messa è Varese, in caduta libera dopo sei sconfitte consecutive. Dalla loro i rossoblù milanesi hanno la vittoria nella prima sfida stagionale contro i rivali (un tirato 4-3 all'Agorà dello scorso 5 ottobre) e il positivo inserimento dell'oriundo Lombardi. Insam a Varese sarà sicuramente costretto a fare a meno dei due ex meranesi Palla e Mitterer, così come di Jan Mair, difensore che ha dato forfeit a causa di una fastidiosa ferita al piede che tarda a rimarginarsi.
Al di là delle assenze, si tratta di un appuntamento per certi versi imperdibile, come sottolinea alla vigilia il tecnico di Milano, Adolf Insam: «Sono davvero felicissimo di rigiocare il derby contro Varese. Il passato delle due squadre è importante, ma lo è ancora di più essere riusciti a mantenere vivo l'hockey lombardo, soprattutto perché lo stiamo facendo grazie a giocatori d'estrazione locale».
Forse è questa la vera forza di Milano: «Alvise di Canossa ha fatto un passo indietro, ma continua a stare vicino alla squadra finanziando il settore giovanile. E questo è davvero lodevole, perché significa vero attaccamento ai valori espressi a livello locale: non abbiamo uno squadrone pieno di stranieri come quelli che ho avuto l'onore di allenare negli anni '90 ma, a differenza di dieci anni fa, ora possiamo contare su un vivaio che conta più di cento ragazzi, dall'Under 8 in poi, che ci ha permesso di sopravvivere».
In campionato però penultimo posto, comunque in corsa per i playoff, ai quali accedono tutte le squadre, tranne l'ultima...
Sempre Insam: «Ho una rosa giovanissima, ma finora abbiamo contenuto il divario con le rivali più attrezzate. Siamo indietro, ma non troppo. Ce la siamo sempre giocata contro tutti, perdendo spesso solo ai supplementari. In A2 c'è molto equilibrio e Varese non è affatto una squadra scarsa, all'Agorà abbiamo vinto di un gol a trenta secondi dalla fine: domani loro non ci staranno a perdere di nuovo, anche perché se vincessero tornerebbero in corsa per l'ottava piazza finale. Prevedo grandi battaglie in balaustra».