L’idea di Beppe Grillo: lasciare le prediche e tornare al cabaret

Beppe Grillo lascia la politica, i palcoscenici no global, le prediche sui pannelli solari, le «seghe mentali» (scusate l’espressione, ma è del celebre professor Giacobbo, noto psico-terapeuta) sul futuro della rete e di Di Pietro? La speranza è rinata in tutti i suoi «veri» amici genovesi, sere fa quando lo si incontra in uno dei più suggestivi locali della città lungo corso Italia (l’Ipanema di Paolo Todde, un coraggioso imprenditore della cucina e del divertimento). Insieme a lui la dolcissima e nel contempo suggestiva nella sua bellezza, la consorte Parvin, unitasi a lui diciotto anni fa. E ancora al tavolo la «selvaggia» Loana Boidi e Maurizio Beltrami. Attorno un’atmosfera di anni passati. Grillo sorridente, disteso, papà adorato dai suoi sei figli, mano nella mano con la sua Parvin. E poi scatenato quando Marco Zuccheddu irrompe con la sua musica dissacrante, il suo pianoforte, la sua voce da «cave» parigina. E ancora: Grillo che si impegna in canzoni di anni ruggenti, rock e boogie-woogie, come nei primi anni della sua carriera, quando divertiva gli amici nei «pub» più disparati della città.
Dunque un Grillo «familiare», che sembra ritornato agli anni della «Simona» di Nervi, o dell’Instabile, o ancora del «Caladium» quando iniziava il suo percorso accanto al «mago Liz», a Luigi De Lucchi e agli amici di San Fruttuoso. Il Grillo dei ricordi. E delle grandi notizie. Una è questa: «Ho pronte quattro canzoni che ho scritto insieme a Bubola, lo conosci? E le ho passate alla mia amica Mina».
E lei?
«Lei è pronta a lanciarle. Mina la conosco da tempo, vive a Lugano, ma segue attentamente tutte le vicende italiana».
Anche le tue?
«Certamente. E poi ha il figlio che è il suo arrangiatore. Molto bravo».
Altre notizie-bomba?
«Torno a preparare un mio spettacolo, partirò presto per Londra, Parigi, Bruxelles. Poi arriverò anche a Genova».
E la rete?
«Amo don Farinella, quando davanti a tremila persone... perde la testa».
Immaginavo... Ma a Sant’Ilario vivi ancora?
«Certo, ma faccio vita riservata. Con i figli. Ne ho quattro, due miei e due di Parvin. Poi ho altri due a Rimini. Una, Luna, ha già 28 anni e canta e suona. Una... grande famiglia».
Ma di Genova che ricordi? Mi sembra tu stia ritornando alla tua iniziale carriera, canzoni, cabaret, spettacoli... Nostalgia di quegli anni?
«Sono stati belli. Ho tanti amici. E un nemico: Portento... (ride). Ma possibile che dopo quarant’anni ce l’abbia sempre con me. Ricordo di averlo segnalato a Minà, in quegli anni, ma non è riuscito ad entrare nel giro. Un peccato».
Ma perché lui ti... odia?
«Non lo so. È imbarazzante per me, dopo tanti anni. Conoscevo e conosco bene la sua famiglia, il padre, la sorella, i fratelli. Mah!».
Intanto Loana lo trascina a ballare, scatenante questa «selvaggia». Intorno a Beppe molti suoi vecchi amici: uno su tutti, tal Luigi («non so il cognome...»). Fu ed è ancora jazzista straordinario, canta con Beppe, lo accompagna e lo vorrebbe portare in un’altra «bettola», sotto le scalinate di piazza Tommaseo. Dice Beppe: «Mi piacerebbe, farci un salto...». Ma c’è Parvin («vai, vai...»), ci sono i ragazzi che aspettano, e il cagnolino che abbaia. Da buon padre di famiglia, ancorché spregiudicato (è stata una serata di «battute» fulminanti), Grillo se ne va contento di essere tornato per una sera quello di una volta. In un certo senso quello che i suoi «veri» amici genovesi preferiscono: «Peccato - si sentiva sussurrare - che sia stato traviato da Travaglio...».
In tanta allegria, solo un cruccio: si chiama «www.beppegrillo.tv», ma non ha nulla a che fare con il quasi omonimo sito (www.beppegrillo.it) del comico genovese. Che ha dato incarico di sporgere querela in procura a contro ignoti ipotizzando i reati di diffamazione e plagio. «Quello che ha fatto arrabbiare Beppe Grillo - sottolinea il suo legale - è soprattutto la pubblicità che viene venduta associata al suo nome, più che il plagio delle numerose invettive pronunciate dai palchi di tutta Italia».