L’idea Le bottiglie maturano in mare

Bollicine che nascono nel mare. È uno spumante che matura in profondità: sui fondali marini, a cinquanta-settanta metri, ben protetto da bottiglie inossidabili e stivato in gabbie in acciaio inox. L’idea dello spumante che unisce terra (quella dei vitigni del Levante ligure) e mare (quello di Portofino) è di un viticoltore di Chiavari, Piero Lugano. La sua storia è stata raccontata dal Secolo XIX: tre anni fa Lugano, per metà piemontese e per metà ligure, ha iniziato a pensare a come coniugare le sue due passioni: il vino e il mare, la sua cantina e il suo peschereccio. Il problema era la scarsità di gallerie e grotte in cui far maturare lo spumante: «Ho iniziato a pensare agli antichi galeoni romani e ai relitti e, soprattutto, a quelle anfore che venivano rinvenute con i vini - ha spiegato al quotidiano genovese -. Le loro caratteristiche organolettiche non erano state modificate dalle condizioni circostanti». Il presidente dell’Area marina protetta di Portofino ha subito apprezzato l’idea e sono già state chieste le autorizzazioni al ministero dell’Ambiente. Il mare - sostiene Lugano - è perfetto per far maturare le bollicine: «La luce, che è un agente ossidante, dev’essere quasi assente. Il fondale del mare garantisce queste condizioni, così come a una profondità tra i 50 e i 70 metri una temperatura ideale di 15 gradi e scarsissime escursioni termiche». Le prime bottiglie sono attese per il 2010: 5mila litri, già richiesti in tutto il mondo. Il prezzo? «I costi sono elevati, per un prodotto unico».