L’idea di Brown: far votare ai cittadini la pena da comminare per i reati minori

LondraCome punire i reati minori? Fra qualche mese in Gran Bretagna potrebbe essere la gente comune a deciderlo. Grazie a una proposta di legge che dovrebbe esser discussa questa primavera, a scegliere la pena da infliggere ai disturbatori della quiete pubblica o ai vandali che imbrattano le facciate delle case e sporcano gli spazi verdi, potrebbe essere il semplice cittadino coinvolto nella diretta gestione della giustizia attraverso il voto. Secondo indiscrezioni pubblicate dal quotidiano The Guardian sarebbe quindi in arrivo una vera rivoluzione nel sistema giudiziario britannico che il governo vuole rendere più transparente possibile offrendo la possibilità alla gente di partecipare sempre più attivamente alle decisioni dei magistrati. «La giustizia fatta è quella vista», ha dichiarato il ministro degli Interni Jacqui Smith e le proposte su cui il governo inglese intende aprire un serio dibattito pubblico vanno proprio in questa direzione.
La giustizia non dovrebbe essere quindi più qualcosa che il cittadino semplicemente subisce. Al contrario, in base al piano di riforma i singoli dovrebbero divenire sempre più partecipi delle decisioni dei tribunali, perlomeno quando si tratta di reati minori le cui pene consistono solitamente in lavori socialmente utili. Ancora non si conoscono i dettagli della proposta, ma a quanto pare i cittadini non dovrebbero essere chiamati a far parte di tradizionali giurie popolari. Dovrebbero invece suggerire tramite un voto la sanzione secondo loro più adatta al tipo di reato. Per evadere inoltre un numero sempre maggiore di processi per reati minori, si prevede d'incrementare il numero di «tribunali comunitari» e di sostegno rendendo allo stesso tempo più agevole l'accesso al pubblico - anche attraverso Internet - di tutte le informazioni sulle decisioni di queste corti. Un sistema che è già perfettamente funzionante in alcuni distretti di Liverpool e Salford dove giudici e magistrati interagiscono con il pubblico operando in edifici adiacenti ai centri civici.
Secondo il governo un maggior coinvolgimento della popolazione nel sistema processuale e giudiziario non rischia di incoraggiare atteggiamenti giustizialisti. Anzi, per il ministro Smith migliorare il livello di comunicazione tra autorità e pubblico può esser soltanto positivo. «È proprio questo genere di connessione che da fiducia alla gente» ha detto di recente spiegando che molti hanno ancora l'impressione che troppe persone «scompaiono» una volta entrate nel sistema giudiziario.