L’idea del Cav: big del Pdl milanese nella giunta Moratti

RomaI ruoli per lo sprint finale sono ormai assegnati. Da una parte i ministri impegnati in prima persona sul territorio a guidare l’offensiva per i ballottaggi. Dall’altra i candidati sindaci concentrati sulle priorità locali. E, infine, il premier deciso a indossare fino in fondo le vesti del regista-motivatore, magari anche con due-tre sortite last minute da giocarsi nel corso della prossima settimana.
Nella mente di Silvio Berlusconi, ovviamente, c’è soprattutto il test milanese, una partita nella quale il primo imperativo è mostrare l’unità della coalizione e la salda tenuta dell’asse con il Carroccio. «La Lega è un alleato solido e leale che ha la consapevolezza dell’impossibilià, al di fuori dell’alleanza con noi, di dare all’Italia un governo stabile» dice il presidente del Consiglio, in un’intervista a Telelombardia. Un appuntamento televisivo in cui definisce «il programma di Letizia» Moratti «molto concreto con tantissime idee. Expo 2015, ad esempio, è una grande occasione, così come due importanti nuove linee della metropolitana, il Pgt grazie al quale avremo 30mila nuovi alloggi e un incremento del verde di 3 milioni di metri quadrati». L’Ecopass inoltre «sarà gratuito per i milanesi perché la fase di sperimentazione di questo sistema è terminata. Senza dimenticare che sempre grazie alla giunta Moratti - conclude - Milano ha le tasse e le tariffe dei servizi più bassi d’Italia». Infine un affondo sul candidato del centrosinistra. «Leggendo il programma di Pisapia viene fuori l’idea di una città caotica, disordinata, insicura. Non credo proprio che per i milanesi sia una priorità costruire una bella moschea o avere nuovi centri sociali spacciati per residenze artistiche. Non credo che questa sinistra possa far sgombrare i campi rom come ha fatto la Moratti perché nel programma della sinistra, a proposito del diritto dei rom, si parla di autocostruzione».
Per la campagna elettorale del premier su Milano circolano varie ipotesi allo studio: dalla passeggiate al comizio alla conferenza stampa con Umberto Bossi ma molto dipenderà dagli impegni internazionali della sua agenda. Visto che il giovedì e il venerdì precedenti al voto sarà al G8 in Francia, le finestre libere sono solo lunedì - il premier ha deciso che questa settimana non sarà in aula per il processo Mills - martedì e mercoledì, giorno nel quale sarà intervistato a Porta a Porta, o venerdì sera in extremis dopo il summit internazionale. Allo stato il presidente del Consiglio potrebbe limitarsi a un briefing stampa insieme al leader della Lega. Una soluzione più semplice mentre l’idea del comizio piacerebbe di più ai leghisti.
Oltre alla proposta del possibile trasferimento di due ministeri a Milano e Napoli (qualcuno aveva ipotizzato lo Sviluppo Economico a Milano e l’Università a Napoli), ieri sono circolate voci anche su una maxi-sanatoria sulle contravvenzioni prese in città. Il premier, in queste ore, ragiona anche sulla possibilità di far scendere in campo alcuni big come possibili assessori della giunta, in caso di vittoria. Un’ipotesi che sarà discussa domani in un vertice ad Arcore. Tra i nomi dei politici che sarebbero pronti a mettere la faccia si fanno quelli di Maurizio Lupi, Ignazio La Russa e Maria Stella Gelmini. Sul fronte partenopeo, invece, gira voce di una passeggiata del premier in città per tirare la volata a Gianni Lettieri mentre Mara Carfagna, inizialmente più defilata, scenderà in campo giovedì per il candidato sindaco. Una presenza considerata importante dallo staff di Lettieri anche come segnale politico di unità del centrodestra.