L’idea dell’istituto: un via libera provvisorio

La direttrice: «Non possiamo restare in questo stato di incertezza. Noi sappiamo di essere in regola»

Una impresa non da poco. «Una bella sfida – continua la professoressa Acerboni – innanzitutto perché dobbiamo fare lavorare insieme insegnanti italiani e insegnanti egiziani. Una collaborazione non facile da raggiungere, perché si tratta di docenti che provengono da diverse culture professionali. Insomma una bella sfida».
Per i promotori la riapertura della scuola, dunque, sembra un’ipotesi certa. E per raggiungere lo scopo sono pronti a proporre al direttore scolastico Mario Dutto il rilascio di un’autorizzazione provvisoria in attesa di quella definitiva annunciata nei prossimi giorni. «Noi siamo convinti di essere in regola – dice ancora Lidia Acerboni –. Se così non fosse, siamo pronti a sospendere l’attività. Ma non possiamo restare in questo stato di incertezza. Lo dico nell’interesse dei nostri alunni».
Molti degli iscritti lo scorso anno erano tornati in Egitto a studiare. La soluzione di via Ventura li aveva indotti a tornare in Italia ricomponendo così i nuclei familiari separati. Si vuole evitare che il trauma si ripeta. Ma con la riapertura si preannuncia una nuova polemica che vede il centrodestra contrario a una «scuola-ghetto».
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