L’idea inglese: paghiamo chi resta a casa coi figli

L’ultima proposta per la riforma delle politiche sulla famiglia: un assegno per le donne che scelgono di allevare i bimbi. "In un mondo ideale solo una su tre manderebbe i piccoli all’asilo"

Il pancione di Carme Chacon, il nuovo ministro della Difesa spagnolo, lei lo ha portato con disinvoltura fino in Afghanistan, fra le divise e i mezzi pesanti. Settimo mese di gravidanza. Ma per la prediletta di Zapatero nessun ostacolo: quella pancia è diventata la bandiera del nuovo women’s pride targato Spagna. Un auspicio, forse. Perché il connubio famiglia-carriera resta ancora il tormento principale di tante donne, l’ossessione nelle giornate di lavoro divise fra l’ansia da prestazione professionale e le telefonate a casa, per sapere «come sta il pupo», se piange e chiede della mamma.

Così nel Regno Unito il think-tank «Policy Exchange», il cui lavoro è alla base delle nuove politiche promosse dal partito Conservatore, ha suggerito una strada insieme tradizionalista e rivoluzionaria: pagare le donne perché stiano a casa ad occuparsi dei loro bimbi. La ragione? Nessuna intenzione discriminatoria, perché i numeri raccolti in questi anni dal think-tank britannico (fra sondaggi e studi di istituti governativi e associazioni varie) parlano chiaro: se c’è un figlio di mezzo, e se il bimbo è ancora piccolo (specie se ha meno di tre anni di età), il desiderio più intimo di una mamma è quello di stare al suo fianco. Il 76 per cento delle donne con un lavoro a tempo pieno e un compagno al proprio fianco aveva già dichiarato nel 2002 di voler lavorare meno per poter stare più vicino ai propri piccoli e il 43 per cento di loro era pronto a lasciare il lavoro per la stessa ragione. La metà delle donne dichiarava di aver rinunciato a una carriera per poter stare di più coi figli e il 70 per cento di non volersi affidare ad asili nido e baby-sitter perché «preferisce occuparsi personalmente dei figli».

Insomma, la via verso la realizzazione femminile potrebbe passare anche per un ritorno a casa. Gli studiosi inglesi e i Tory di David Cameron suggeriscono di dare alle famiglie un assegno di 60 sterline a settimana (circa 80 euro) che potranno decidere di tenere per sé o spendere in servizi per l’infanzia. D’altra parte, per incoraggiare le donne alla prosecuzione della vita professionale dopo la nascita di un figlio i laburisti hanno speso 17 miliardi di sterline in dieci anni di governo. Una cifra che molte donne avrebbero incassato volentieri per occuparsi direttamente della propria famiglia. Ora ci si chiede quanto questa scelta abbia davvero migliorato la qualità della vita delle donne o quanto invece non ne abbia alimentato le frustrazioni. «Uno degli studi presi in esame dal nostro think-tank - ha spiegato al Daily Telegraph Catherine Hakim, autrice del rapporto ed esperta della London School of Economics - dimostra che in un mondo ideale solo un terzo delle mamme inglesi affiderebbe i figli ad asili nido o baby-sitter».

Il rapporto di Policy Exchange ha rianimato il dibattito sulle politiche per la famiglia nel Regno Unito e messo sulle difensive il governo progressista laburista: «Abbiamo solo offerto alle donne possibilità di scelta più numerose», si è difeso tramite un portavoce il ministero per l’Infanzia.