«L’idea di partenza del libro? Suggerita dai giornalisti italiani»

Bret Easton Ellis, alla Buchmesse di Francoforte, si è raccontato ai microfoni di «Ti racconto un libro», rubrica a cura di Annamaria Fontanella in onda su Iris, canale free del digitale terrestre Mediaset (potete vederla oggi alle 17 e giovedì alle 14 e 45). Lo scrittore si presenta al pubblico con un look da rockstar: jeans, t-shirt bianca, felpa con cappuccio, faccia rilassata. Ecco alcune «chicche» dell’intervista rilasciata a Marta Perego. Kermesse letterarie: «Non amo le Fiere, non mi piacciono i Festival, non mi piace stare a lungo nello stesso luogo con altri scrittori. Quando si trovano in queste circostanze possono diventare davvero insopportabili». Il nuovo romanzo Imperial Bedrooms: «Ho deciso di scrivere questo libro otto anni fa, dopo una conversazione avuta con alcuni giornalisti italiani che mi chiedevano se avessi intenzione di scrivere un seguito di Meno di zero. Ho iniziato a prendere appunti qua e là, ho riletto il mio primo romanzo e ho capito che il personaggio protagonista, Clay, aveva bisogno di essere sviluppato. Continuava a vivere nella mia testa». Autobiografia: «Quando ho scritto Imperial Bedrooms ero in un momento molto difficile della mia vita. Ero in preda a una grande depressione, non sapevo più chi fossi. E scrivere questo libro mi ha in un certo senso salvato la vita. Imperial Bedrooms mi ha fatto capire cos’ero in quel momento, mi ha aiutato a risollevarmi da quell’abisso. C’è molto nichilismo in questo libro. Cose che ora non penso più. Questo romanzo è una profonda riflessione su chi sono stato come persona e come scrittore negli ultimi tre anni». Se stesso: «Non so chi sono, l’unico modo di capirlo è scrivere. Nel momento in cui mi pongo la domanda: chi è Bret Easton Ellis, inizio a scrivere. Me lo chiedo da quando ero adolescente. Per rispondere prendo la penna in mano».