L’idea va promossa Ma le immagini sono da dimenticare

Altro film italiano, nella rassegna «Extra», quella delle stranezze e dei «vorrei ma non posso», è stato La vera leggenda di Tony Vilar di Giuseppe Gagliardi. L’idea sarebbe buona: un lontano parente (Peppe Voltarelli) cerca le tracce - ma perché? - di un cantante calabrese, emigrato in Argentina, dove ha fatto fortuna con le versioni in castigliano delle canzoni italiane degli anni Sessanta. Ciò consente a Gagliardi di mostrare qualche via di Buenos Aires e una 1100 in perfetto stato, ma il film è girato in 16 mm, poi dilatato (male) in 35 mm e le sue immagini non sono un bel vedere. Inoltre si sente la cinefilia che spunta da ogni lato, infilando il cammino troppo battuto del film di viaggio, del film d’investigazione (con tanto di voce fuori campo) che approda anche nel Bronx newyorkese.\