L’IDENTITÀ DEI LIGURI

La Repubblica di Genova non ha mai votato alcun plebiscito per l’annessione al Regno d’Italia

Gentilissimo dottor Lussana, sto seguendo con molto interesse il dibattito che lei ha aperto sulle pagine liguri de «Il Giornale» relativamente alla «identità dei Liguri» ed ai diritti che ne possono derivare e pur trascorrendo gran parte del mio tempo a Roma per motivi istituzionali, sono sempre legato ed interessato ai problemi della mia terra. Devo riconoscere che ignoravo completamente tantissime notizie storiche che i responsabili del Mil stanno diffondendo con le loro e-mail e che ultimamente ho anche seguito con il dibattito che lei ha aperto nelle pagine liguri de «Il Giornale».
È iniziata la campagna elettorale ed io mi onoro di essere stato candidato per la Lega Nord alla Camera dei Deputati. Così come già fatto nelle precedenti legislature non verrà certo meno il mio impegno anche in questa a portare dentro il Parlamento Italiano il «caso Liguria», qualora eletto.
Tutto il Parlamento Italiano deve cioè sapere quello che il Consiglio Provinciale di Genova, 21 Comuni Liguri, una Comunità Montana, due Circoscrizioni di Genova hanno scritto ed approvato in documenti ufficiali e cioè:
«La Liguria è stata per oltre settecento anni una Nazione Stato sovrana ed indipendente e detta indipendenza non risulta essere stata mai rinunciata in quanto la Repubblica di Genova non ha accettato le statuizioni del Congresso di Vienna del 1815 e non ha mai votato, a differenza di altre regioni italiane, alcun plebiscito per l’annessione al regno d’Italia».
Ricordo che lo stesso Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in un suo articolo pubblicato ne «Il Secolo XIX» del 18 Marzo 2004 ha affermato che i plebisciti sono stati un «momento fondamentale» nella storia dell’unità italiana. Se la Liguria non è mai stata chiamata a votare tale plebiscito, dovrà pur «significare qualcosa!». Dovrà essere la popolazione Ligure a stabilire «cosa fare» dei diritti che derivano da tutto questo. Ad una prossima riunione pubblica che la Lega Nord farà a Genova, durante questa campagna elettorale, mi impegno ad invitare ufficialmente i rappresentanti del Mil ad esporre tutte le motivazioni che stanno portando avanti.
Invito formalmente la redazione ligure de «Il Giornale», se sarò eletto parlamentare, a «tallonarmi» continuamente, finché non avrò portato a compimento l’impegno che mi prendo con questo scritto.