L’identità da inventare degli italiani d’America

Ecco un libro che merita di essere letto in tempi di immigrazione. A cura di Jennifer Guglielmo e Salvatore Salerno, si intitola «Gli italiani sono bianchi? Come l’America ha costruito la razza» (Il Saggiatore, pp. 384, 19,50 euro. Introduzione di Gian Antonio Stella). Quando alla fine dell’Ottocento sbarcarono in America in fuga dalla miseria del Sud Italia, molti nostri connazionali dovettero affrontare un problema a cui non erano preparati: il colore della pelle. Erano davvero bianchi? «Guinea» li chiamavano e sul documento di identità compariva la dicitura «colore: bianco/carnagione: scura». Illustri antropologi avevano sancito con i crismi della scienza la subalternità degli italiani meridionali «di sangue africano inferiore» rispetto a quelli del Nord «di stirpe ariana superiore». Bianchi di colore ma non di razza, nella nuova patria gli immigrati italiani dovettero reinventare la propria identità: da qui l’impegno sindacale e politico, spesso nelle organizzazioni anarchiche o socialiste, nella lotta per un riconoscimento da parte della maggioranza bianca.