L’imam Awlaki si salva dai missili dei droni Usa

Dopo l’eliminazione di Osama bin Laden, gli Usa hanno sfiorato un altro colpo in Yemen: un drone ha mancato di poco l’imam Anwal al-Awlaki, l’americano di origine yemenita che è uno degli uomini-simbolo di Al Qaida nella regione e ispiratore di diversi attentati negli Usa. Se il raid di giovedì fosse riuscito, gli Stati Uniti avrebbero ucciso due dei terroristi più ricercati al mondo nel giro di una settimana.
Secondo le autorità yemenite, che hanno confermato la notizi diffusa dal Wall Street Journal, l’attacco è stato lanciato dall’esercito Usa, in collaborazione con Cia, Pentagono e in accordo con lo Yemen. Nel giro di 45 minuti sono stati effettuati due raid con un aereo senza pilota sul villaggio di Jahwa, a una trentina di chilometri da Abadan, nella provincia di Shabwa in cui Al Qaida è molto radicata. Awlaki viaggiava su un pick-up con un saudita: i missili non hanno colpito il bersaglio ed entrambi sono rimasti illesi. A quel punto si sono precipitati sul posto con un’altra vettura due fratelli yemeniti fiancheggiatori di Al Qaida: Awlaki ha scambiato il veicolo con il loro e si è rapidamente allontanato. Un secondo raid è poi riuscito a colpire il fuoristrada, uccidendo i due yemeniti a bordo, Musaid Mubarak al-Daghari e suo fratello, Abdullah.
Considerato il capo carismatico di Al Qaida nella Penisola arabica, braccio yemenita della rete del terrore, al-Awlaki è nato in New Mexico e ha la cittadinanza americana. È considerato l’ispiratore del fallito attentato a Times Square, nel maggio del 2010, ed è ricercato anche per altri attentati. Quello contro al-Awlaki è stato il primo attacco militare Usa all’interno dello Yemen dal maggio 2010, quando i missili statunitensi uccisero per errore un inviato del presidente Abdullah Saleh insieme ad altre persone, episodio che innalzò il livello di tensione tra i due Paesi e spinse l’amministrazione Usa a fare un passo indietro.
Secondo il New York Times, il raid fa parte di un programma segreto del Pentagono a caccia degli uomini di Al Qaida nella Penisola Arabica. Awlaki non è considerato uno dei leader del gruppo, ma è un bersaglio importante perché capace di reclutare estremisti yemeniti anglofoni per azioni terroristiche all’estero. I suoi sermoni incendiari, trasmessi su Internet, hanno un seguito globale; e proprio questo deve aver spinto l’Amministrazione Obama a cercare di eliminarlo, nonostante sia cittadino americano.