L’imam di Milano a giudizio con altri 14 islamici

È stato rinviato a giudizio davanti dal gup di Milano, Marina Zelante, l'imam della moschea di viale Jenner a Milano, l'egiziano Abu Imad, insieme con altri quattordici islamici, accusati di associazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale e altri reati connessi. Il rinvio a giudizio è stato deciso nell’ambito di una inchiesta condotta dal procuratore aggiunto Armando Spataro, e dai pm Elio Ramondini e Massimo Meroni. La prima udienza del processo si terrà il 10 ottobre prossimo. Altri quattro imputati hanno chiesto il rito abbreviato. Si tratta di un'indagine che risale al 2001 e che nell’aprile di quell’anno portò agli arresti di una ventina di persone che, secondo l'accusa, facevano parte di una cellula salafita attiva a Milano e in Lombardia e collegata con una rete internazionale che agiva tra Europa e altri Paesi come l'Afghanistan, il Pakistan, l'Algeria e la Tunisia. Sei dei 19 imputati saranno processati in contumacia, in quanto latitanti.