L’imbarazzante campagna elettorale dell’ex deputato in tribunale

Da deputato Udc all’eclisse il passo è stato breve. Ora il ritorno alla ribalta politica, pur sempre macchiato da quella strana avventura all’Hotel Flora di Roma. E per Cosimo Mele che oggi è in lista per entrare in Provincia a Brindisi, quelle verità scottano. E tanto. Una campagna elettorale insolita quanto imbarazzante, tre ore di deposizione fiume da parte della donna che per lui rischiò la vita. Francesca Zenobi (nella foto) ha spifferato anche i dettagli più piccanti di quella serata hot con un festino a base di cocaina in una suite dell’hotel Flora. Una nottata conclusa con un dramma sfiorato a causa del ricovero della stessa Zenobi al San Giacomo per un malore.
La donna ha testimoniato contro Mele, imputato di cessione di sostanza stupefacente. La Zenobi, desiderosa di archiviare questa vicenda scabrosa («mi sento un’altra donna, ho voglia di sposarmi»), ha ribadito le sue accuse. Fu Mele, ha spiegato, a portare la cocaina, in una bottiglietta, che andò a prendere a casa. Fu Mele a farle richieste ardite, al limite della perversione: «Io non sapevo chi fosse, l’ho saputo il giorno dopo dai giornali. A tratti mi mise paura».
La ragazza è anche scoppiata in un pianto dirotto e il giudice ha sospeso l’udienza per qualche minuto mentre la difesa dell’ex deputato (ieri assente) precisava che la donna è imputata in altro procedimento per tentata estorsione, avendo chiesto a Mele denaro per ritrattare o ammorbidire il racconto di quella serata. Il giudice ha autorizzato il pm ad acquisire i tabulati telefonici, attraverso l’esame della sim-card del cellulare della Zenobi, per ricostruire come si sono svolti i fatti. L’ex deputato, però, ha dalla sua la richiesta di archiviazione per l’omissione di soccorso.