L’IMBROGLIO DEL BROGLIO

Sto per rifilarvi una mappazza di 200 e più righe, piene di numeri, percentuali e dichiarazioni. Ma fidatevi. È più avvicente di un giallo e più illuminante di mille saggi sociologici sul potere della sinistra di far diventare la «verità» le sue verità. Vale la pena di sopportarmi per una pagina.
C’è una leggenda metropolitana che viaggia a grande velocità sulla rete, sui blog, nei circoli di sinistra, sulle pagine dell’Espresso dove Gigi Riva, inviato un po’ dietrologo, oltre che mio amico personale, le ha dato una patina di credibilità arrivando persino a scomodare Pier Paolo Pasolini.
Ed è una leggenda di cui vale la pena parlare visto che coinvolge, seppure di striscio, anche la Liguria. In soldoni, la leggenda dice così: erano veri i sondaggi, erano veri gli exit poll, la Casa delle libertà e Forza Italia in particolare avrebbero perso rovinosamente le elezioni e il fatto che abbiano ridotto così tanto, e a sorpresa, lo svantaggio durante lo spoglio è strettamente correlato al fatto che è crollato il numero delle schede bianche. Ma, si badi bene, non in tutte le regioni e non in tutte le città, ma soprattutto nelle zone amministrate dalla Casa delle libertà. Ancor più in soldoni, dice la leggenda metropolitana: gli scrutatori azzurri infedeli, appositamente istruiti, hanno fatto una croce sulle schede bianche, facendole attribuire a Forza Italia e portando così il partito del premier a un passo dalla vittoria.
La domanda, mai come in questa occasione, sorge spontanea: ma già che c’erano, non potevano far vincere le elezioni al Cavaliere? Non è che se uno fa i brogli, magari prova anche a farli per vincere? Risposta dei divulgatori della leggenda metropolitana: ci hanno provato, ma i democristiani Beppe Pisanu, Gianni Letta e Pierferdinando Casini gliel’hanno impedito.
Già così, si capisce che siamo dalle parti della fantapolitica delirante, ma visto che chiamano in ballo anche la Liguria, forse vale la pena di rispondere con numeri e fatti. Partendo, per chi volesse documentarsi, dalla bibliografia essenziale: il numero 6-2006 di Micromega, dove l’inviato di Repubblica Piero Colaprico firma Bianco sporco, otto pagine dedicate alla vicenda, definita «Un racconto di fantapolitica. Fanta?». Ma, soprattutto, il «romanzo simultaneo» intitolato proprio Il Broglio e firmato «Agente italiano», editore Aliberti, 14 euro.
E proprio dal romanzo prendiamo il brano dedicato alla Liguria, pagina 223-224: “Pensò alla regione del Nord dove aveva vinto la sinistra. Una regione spaccata in due: a levante con il Curato (Prodi, nel libro ndr), a ponente con il Tycoon (Berlusconi, ndr) (...) Allora chiamò un collega nella città del ministro delle Attività Produttive, nel ponente della regione, amministrazione di destra, ovviamente. Era Stefano, uno che conosceva dagli anni della gioventù, quando aveva una fidanzata da quelle parti. Lui gli disse che così su due piedi non riusciva a dirgli niente. «Ti richiamo?» gli chiese Gigi. «Aspetta, (...)