L’immunologo Aiuti: «A Roma nessun allarme ma serve più coordinamento tra le istituzioni»

TRANQUILLITÀ «L’andamento dei casi nella capitale è inferiore a quello osservato in altre grandi città europee Ma la polizia nelle scuole è inutile»

A Roma «non c’è alcun motivo di allarme» sulla diffusione del virus AH1-N1, dopo il caso dei cinque studenti che hanno contratto il virus durante un viaggio di studio a New York. Lo garantisce il professor Ferdinado Aiuti, noto immunologo e coordinatore della Commissione sanità istituita dal Comune di Roma. «Per quanto riguarda la letalità - spiega Aiuti - questa epidemia finora si sta comportando come le altre delle ultime stagioni e l’andamento dei casi nella capitale è inferiore a quello osservato in altre capitali europee». Né bisogna allarmarsi per i cinque studenti ammalati e per la chiusura delle loro scuole, provvedimento che «rientra tra le misure di prevenzione previste secondo le raccomandazione dell’Oms e della circolare Gelmini», sottolinea Aiuti auspicando però sul tema «un maggior coordinamento tra le istituzioni e tempestività di interventi, date alcune incertezze e ritardi sul provvedimento preso nei due licei romani, ma ignorato dai responsabili delle stesse scuole e dagli studenti».
«Non deve accadere - prosegue l’esperto - che il sindaco e l’assessore alle Politiche per la prevenzione della salute non siano informati tempestivamente e debbano apprendere dai giornali che due importanti scuole sono state forse chiuse o che si stanno chiudendo e che la polizia staziona davanti alle scuole per probabile epidemia influenzale. Tra l’altro la polizia fuori delle scuole, se è stata inviata per questo motivo, è inutile». «È auspicabile invece che le Asl provvedano tempestivamente alla profilassi in tutti i contatti degli studenti e loro famigliari dei ragazzi con influenza al fine di evitare - conclude Aiuti - una ulteriore trasmissione del virus influenzale, come è accaduto nei famigliari dei pazienti provenienti dal Messico».
Di «provvedimento giusto e condivisibile» parla il consigliere comunale del PdL e vicepresidente della Commissione Scuola, Ludovico Todini. «Le polemiche in essere - conclude - non hanno alcun fondamento. Rientra nell’autonomia scolastica di scegliere le mete ed itinerari per le gite scolastiche approvate dai genitori stessi, tanto più che New York non rientra tra le destinazioni a rischio. Il Comune, per ciò che attiene le proprie competenze, si è già attivato per monitorare la situazione nelle scuole con finalità non certo allarmistiche ma, al contrario, di prevenzione nell’interesse comune»