L’impalpabile essenza dell’arte secondo Laib

Sabrina Vedovotto

Per la sesta volta due artisti si confrontano nella cornice di Villa Massimo, per la serie di mostre dal titolo «Soltanto un quadro al Massimo». Questa occasione però, rispetto alle precedenti, ha qualcosa di diverso, per alcuni versi anche eccezionale. Se nelle edizioni passate infatti un artista veniva chiamato ad invitarne un altro, per questa mostra la scelta di Wolfgang Laib si è rivolta ad un grande della nostra epoca, purtroppo scomparso da tre anni. L’artista tedesco ha voluto infatti che la sua opera dialogasse con un lavoro di Mario Merz, uno dei protagonisti indiscussi dell’Arte Povera. L’intesa tra i due è nata molti anni fa, come dice proprio Laib, quando nell’82 i due, invitati a «Documenta 7», avevano deciso di installare insieme i loro lavori. Anzi, per la precisione, era stato proprio il torinese a chiedere a Laib di poggiare uno dei suoi vasetti di polline sopra un tavolo che lui aveva appena finito di allestire in una sala.
Di Wolfgang Laib nemmeno un anno fa avevamo potuto apprezzare la poetica in una grande mostra al Macro, ed ora lo ritroviamo con un solo lavoro. Una stanza piccola nella quale sono posti in un ideale dialogo le due opere degli artisti, quella di Laib realizzata per l’occasione, mentre invece per quanto riguarda Merz troviamo un lavoro del ’75, scelto dalla figlia Beatrice, dal titolo Quando le piante invaderanno il mondo. I due artisti, sebbene uniti nel tempo da una particolare amicizia, come confermato da Laib stesso, hanno operato in maniera completamente diversa, con percorsi a volte anche diacronici, ma inseguendo probabilmente le stesse sensazioni. In queste opere infatti si leggono delle cose in comune, come per esempio questo rispetto nei confronti della natura, frequentemente vituperata. Laib con il suo polline sapientemente raccolto da lui stesso, alla incessante ricerca dell’essenza della natura in qualcosa di impalpabile. Merz con questo lavoro a muro, invece, che vuole sottolineare l’importanza della natura includendo il titolo dell’opera nell’opera stessa, e collocando sotto l’installazione a muro una vera pianta, rigogliosa e piena di vita.
Villa Massimo. Largo di Villa Massimo. Fino al 27 ottobre. Ingresso libero.