L’impatto del piano casa: centomila nuovi occupati Secondo le stime di Confartigianato interessato l’80% degli edifici e affari per 11 miliardi. Napolitano scrive al premier: «Ascoltare anche le Regioni»

RomaUn piano «limitato» alle mono e alle bifamiliari, oltre che agli edifici da distruggere e ricostruire, ha precisato ieri il premier Silvio Berlusconi delimitando il campo di azione del provvedimento che sta prendendo forma in vista della conferenza unificata Stato-Regioni e del Consiglio dei ministri di venerdì. Agli occhi degli addetti al settore è sembrata una limitazione nemmeno troppo rilevante. Si sa che gli italiani amano il mattone e che in cima alla lista degli oggetti del desiderio, magari accanto all’auto sportiva, c’è proprio la villetta. Uno studio di Confartigianato ne ha contate nove milioni e 193mila tra mono e bifamiliari, tutte incluse dal piano e quindi potenzialmente ristrutturabili con il bonus in cubatura. L’80 per cento di tutto quello che è stato costruito sul territorio nazionale potrebbe rientrare nel piano. Se si contano invece le abitazioni la cifra lievita a 11 milioni e 476mila.
Una platea sterminata che corrisponde al paesaggio di un Paese densamente abitato e con poche metropoli. Dal punto di vista delle piccole imprese, rappresentate proprio dalla confederazione di Giorgio Guerrini, l’occasione di rimettere in moto un core business, fatto di ristrutturazioni di singole abitazioni e di incarichi ricevuti dalle famiglie più che da grandi società. Un’attività rilevante in Italia, inceppata per colpa della crisi economica, oltre che per il fisiologico raffreddamento del mercato immobiliare dopo i record degli anni scorsi. E che il piano, secondo l’elaborazione, può fare ripartire. Escludendo l’altra tipologia confermata dal Cavaliere, cioè gli interi edifici abbattuti e ricostruiti secondo criteri più moderni, gli artigiani hanno previsto che gli interventi alla fine saranno circa 300mila e determineranno un maggiore fatturato per 10 miliardi e 804 milioni di euro. La crescita in termini di posti di lavoro sarà di quasi 98mila addetti, con un aumento dell’occupazione del 5,3 per cento.
I termini del piano, allo stato, non cambiano molto rispetto alle anticipazioni dei giorni scorsi. Le abitazioni possono essere ampliate del 20 per cento, del 35 per cento in seguito a demolizione e ricostruzione, a patto che avvenga secondo le tecniche della bioedilizia o preveda forme di risparmio energetico. Possibile cumulare il bonus del vicino, per fare arrivare l’ampliamento fino al 40%, sempre che non si superi il tetto che è di 300 metri cubi (circa 100 metri quadri). Possibile cambiare la destinazione d’uso. E via libera anche agli sconti fiscali: il 50% di quanto dovuto ai comuni nel caso di prima casa o in quello di costruzioni secondo criteri di bioedilizia. Il tutto escludendo aree vincolate e immobili abusivi. È stato quindi delimitato il campo. Escludendo alcune tipologie di case come quelle che sorgono nei centri storici che indiscrezioni dei giorni scorsi avevano incluso nel piano. Precisazioni che dovrebbero rassicurare gli ambientalisti.
Rimangono aperte, ma in via di soluzione, le questioni di metodo sollevate dalle Regioni e che ieri sono state fatte proprie anche dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una missiva nella quale ha invitato il governo ad ascoltare le ragioni dei governatori. A farsi carico della diplomazia con le autonomie locali in mattinata era stato il presidente della Lombardia Roberto Formigoni che, in treno, ha fatto incontrare il premier con Vasco Errani, presidente della conferenza delle Regioni. «Abbiamo chiarito molte cose». E poi, in vista dell’incontro di oggi: «Sono ottimista. C’è bisogno di ritrovare lo spirito di un mese fa, quando abbiamo chiuso l’accordo sugli ammortizzatori sociali». Rimangono i dubbi delle regioni, soprattutto delle regioni governate dalla sinistra (Franceschini ieri ha di nuovo attaccato il piano). Anche se qualche scricchiolio si sente. Nel Lazio l’assessore alla Ccasa, Mario Di Carlo dopo il «no» del governatore Marrazzo, ha detto che il piano potrebbe far bene all’economia. Altre Regioni restano alla finestra, in attesa della conferenza di oggi.