L’impenetrabile silenzio del «nemico» Siniscalco

Dal ministro dell’Economia neanche una parola di commento sul caso Fazio

nostro inviato a Rimini
È un perfetto copione giornalistico quello che il Meeting di Rimini propone nella sua giornata conclusiva. Il giorno dopo la strenua autodifesa di Antonio Fazio davanti al Comitato per il risparmio, alla Fiera nuova arriva un selezionato parterre di banchieri e, soprattutto, il ministro dell’Economia, Domenico Siniscalco. Una coincidenza che accende immediatamente gli appetiti dei giornalisti. E fa scattare una spietata caccia a un commento sulle tormentate vicende di Bankitalia.
Le attese, però, restano deluse e quel copione resta bianco. Tanto i banchieri - Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa, e Alessandro Profumo, suo collega in Unicredit, ovvero la prima e la seconda banca nella graduatoria del credito tricolore - quanto il titolare di Via XX Settembre rispettano la consegna del silenzio. Il ministro, entrato presto alla Fiera per visitare gli stand ancora vuoti, si concede una lunga passeggiata, Seguito da giornalisti e cameramen, a cui fa seguito la visita alla mostra «la rosa bianca e i volti dell’amicizia», dedicata a un gruppo di amici antinazisti che sul valore dell’amicizia fondarono la loro opposizione al regime pagando con la vita nel 1943, a battaglia di Stalingrado già persa, la loro testimonianza.
Siniscalco, poi, incontra Passera, con il quale si intrattiene nei salotti riservati del Meeting. Il numero uno di Banca Intesa tace su tutto ciò che riguarda Bankitalia. «Ogni ordinamento ha i suoi pro e i suoi contro» si limita a dire. Sulle Opa aggiunge solo che il suo gruppo non è interessato a raccogliere eventuali quote della partecipazione di Bpi, la Popolare italiana, in Antonveneta. Profumo arriva più tardi e partecipa a una conferenza stampa tenendosi ancorato ai temi trattati: il rischio educativo e l’importanza della formazione. Più o meno lo stesso argomento al centro del dibattito introdotto da Giorgio Vittadini a cui partecipano il ministro Siniscalco e Passera. I ciellini prima salutano gli ospiti con un coro legato alla tradizione napoletana accompagnato da tutta la platea, poi chiedono a Siniscalco di occuparsi del Terzo settore. Il responsabile di via XX Settembre non li delude. La prossima Finanziaria conterrà norme in favore del volontariato, annuncia. «Servono tre o quattro norme» per curare i diversi aspetti del problema, quelli fiscali ma anche quelli contrattualistici. «È arrivato il momento di fare un corpus più organico sul terzo settore».
Poi i protagonisti lasciano la sala e solo Mario Baccini, ministro della Funzione Pubblica, accetta di parlare del Cicr: «La relazione di Fazio è stata sufficientemente adeguata». Con una postilla: «Condivido la posizione di Fini sul mandato a termine per il governatore». Poi anche lui rimanda alla relazione che Siniscalco farà in Consiglio dei ministri. Un appuntamento sul quale saranno puntati i riflettori tanto dell’opinione pubblica quanto dei mercati.