L’impensabile sporcizia di Enzo Tortora

Anna Tortora, Fratello segreto, Sperling & Kupfer 1996, pagg. 137.
Frase attribuita a Lucio Di Pietro, pm del caso Tortora: «Controllo dopo controllo è affiorata la scoperta più sconvolgente, la camorra non era costituita dal killer, dall’estorsore, dal rapinatore, ma anche da soggetti che appartengono a categorie e professioni insospettabili».
Citazione dell’interrogatorio del pm Diego Marmo: «Ma lo dica, Tortora, lo dica che lei usava la droga... non è mica reato, lo sa?».
Ancora Lucio Di Pietro: «Così ho indagato su Tortora... Nessuna confessione è stata mai presa per oro colato. Su ogni circostanza abbiamo cercato riscontri, con un minuzioso lavoro di setaccio... non abbiamo mai fatto un passo senza aver accertato tutto il possibile».
Citazione dell’ordinanza di rinvio a giudizio di Enzo Tortora, a firma Fontana, De Lucia e Spirito in data 17 agosto 1984: «Anche a voler prescindere dalle risultanze fin qui esaminate, va considerato come il Tortora non sia certamente estraneo all’uso della cocaina».
Ancora Lucio Di Pietro: «Abbiamo lavorato quattro cinque mesi. A fare cosa? A verificare ogni riscontro, a fare rilievi fotografici, a rileggere centinaia di vecchie indagini di polizia giudiziaria rimaste senza sviluppo».
Citazione di quanto disse un magistrato napoletano a un cronista del Corriere: «Dietro a una faccia che invoca umanità e che è vicina alle vicissitudini umane, si nasconde un cuore di pietra, una sporcizia impensabile».